SABATO, 06 SETTEMBRE 2003

Pagina 12 - Udine












Leggete Signori, leggete!

Uno stralcio tratto dalla sentenza del TAR
del 18/07/2003
depositata il 30 agosto 2003

"Questa situazione di grave danno ambientale -sottolineava la magistratura penale - era conosciuta e tollerata dagli Enti deputati al controllo della regolarità degli scarichi, ed era frutto di un "disegno preordinato" al fine di favorire gli interessi della Cartiera Burgo come dimostrato da tutta una serie di autorizzazioni "in deroga" e non, rilasciate dal Comune di Tolmezzo e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. La gravità della situazione - precisava il magistrato - era stata denunciata da un unico soggetto, Sig. Maurizio Zilli, trasferito dopo aver presentato il relativo esposto- il quale aveva sottolineato il clima di omertà esistente presso l'Amministrazione Comunale"

Nota. Vedremo se la stampa locale pubblicherà le parti più significative di questa sentenza

Il direttore dell’impianto, Mauro Saro, spiega la situazione dopo la decisione del Tar di annullare il commissariamento
Burgo ferma, emergenza occupazione
«La sentenza ci espone a rischi penali e amministrativi e a un altro sequestro»
----------------------------------------------------«Se entro una settimana non sarà possibile riavviare la produzione – ha detto Saro –, rischiamo di uscire dal mercato e di non essere più in grado di rifornire i nostri clienti». Questo anche perché in agosto si è proceduto, come ogni anno, alla manutenzione degli impianti, il che ha comportato una riduzione delle scorte. Già da due giorni è stata sospesa la produzione della cellulosa e a breve toccherà anche agli impianti che producono carta.

«La decisione del Tar – ha spiegato Saro, preannunciando un ricorso, al pari della Regione, al Consiglio di Stato – ci espone a rischi penali e amministrativi nei quali non vogliamo incorrere, anche per non vedere nuovamente sequestrato l’impianto. La procedura di chiusura è quindi un atto dovuto, perchè noi potevamo continuare a produrre solamente sulle decisione prese dal commissario».

Ieri intanto si sono sussegguite riunioni fra politici ed amministratori: mentre il sindaco di Tolmezzo, Sergio Cuzzi, ha avviato una serie di incontri, nella sede dell’Agemont ad Amaro i consiglieri regionali eletti nel collegio di Tolmezzo si sono incontrati con la dirigenza e le Rsu della Cartiera Burgo. Si è trattato di una riunione tesa a far conoscere la reale situazione in cui versa la Cartiera dopo l’annullamento da parte del Tar di tutti i provvedimenti che hanno portato, nel 2002, alla nomina del commissario per risolvere la questione ambientale. Sia Mauro Saro sia i sindacati hanno espresso le loro perplessità sulla decisione del tribunale amministrativo regionale e sui risvolti che questo potrebbe avere sull’occupazione in Carnia, in quanto la Cartiera, direttamente o tramite l’indotto, dà lavoro a circa 600 persone.

I politici presenti – l’assessore alla montagna Enzo Marsilio ed i consiglieri regionali Renzo Petris, Patrizia Della Pietra e Virgilio Disetti – non hanno rilasciato dichiarazioni, limitandosi a dire che ora, con una visuale più precisa della situazione, mediteranno sui passi da intraprendere per cercare di far sì che l’emergenza ambientale della Cartiera non abbia a divenire una emergenza sociale ed occupazionale che metterebbe in crisi tutta la Carnia.

«Purtroppo, ancora una volta siamo qui – commenta invece il rappresentante dei Verdi Alessandro Metz – a ratificare una ratio politica che oramai pensavamo definitivamente archiviata: le esigenze della salute ambientale giocate contro le esigenze sociali e di lavoro». Secondo l’esponente dei Verdi, il commissariamento aveva fatto emergere i lati negativi della vicenda e oggi si vorrebbe riproporre tale soluzione «solamente perché garante dello status quo e legittimata perchè consentirebbe ai lavoratori di non perdere il posto di lavoro. È vero invece il contrario – prosegue Metz –. Solo definendo con precisione i compiti della Burgo per gli adempimenti per il rispetto dell’ambiente si possono salvare ambiente e lavoro. Solamente con i patti è possibile accedere a linee di finanziamento che consentano all’azienda di adeguarsi. Il matrimonio tra gestione egoistica industriale e gestione miope del territorio può solo far fallire ancora una volta – conclude Metz – ogni piano territoriale, ambientale ed economico».

Gino Grillo


Commento a cura di ecologiasociale.org:
Il Verde Disobbediente Alessandro Metz non capisce niente neanche di questo problema

Il depuratore a cui confluisce la Burgo è gestito da un Consorzio cosiddetto del "Tubino" il cui Presidente è il tristemente noto Gianfranco Turchetti Presidente del "Tubone" di S. Giorgio di Nogaro sotto inchiesta anche per la vicenda del traffico dei rifiuti liquidi

Come noto il 90% degli scarichi della Burgo bypassa il depuratore. La Burgo produce la pasta di cellulosa con lo stesso metodo (detto del "liscivio") della "Snia" di Torviscosa che ha chiuso quella produzione proprio quando stava per entrare in funzione il Tubone (gennaio 1992). Questo impianto costato 170 miliardi di lire era stato costruito appositamente per la "Snia" (poi Chimica del Friuli ed ora Caffaro) . Allora ci si chiede: come mai la cellulosa ha chiuso quando era già pronto il depuratore, costruito con soldi pubblici?
La risposta è: per non pagare la bolletta miliardaria del canone di depurazione caro Metz! Vicenda del tutto analoga è oggi quella della Burgo. Prova a vedere quanto paga di bolletta la Burgo, poi vedi quanti mcubi scarica all'ora e poi fai i conti di quanto dovrebbe pagare.

Se l'industria non paga il canone perchè dovrebbero pagarlo i cittadini?
Hai il coraggio di dire che la Burgo, con la complicità dei politici, del Comune di Tolmezzo, della Provincia e della Regione, oltre che inquinare evade anche il canone, imposto dalla Legge Galli ?

La Burgo si regge su una rete di complicità del tutto simile a quella che mantiene in vita un sito iper inquinato come quello di Torviscosa sul quale si vorrebbe oggi come oggi costruire una mega centrale a turbogas peraltro senza fare le bonifiche.

Non ci sono mediazioni cari signori, politici e sindacalisti, la verità va fatta emergere fino in fondo !! Noi lo faremo!!
E Metz cosa farà??

" ...pensavamo definitivamente archiviata..."

Archiviato cosa??

In Friuli Venezia Giulia Questa è la norma e non l'eccezione!!!
In questa Regione comanda la "mafia politica"