Articolo tratto dal Messaggero Veneto. Cronaca della bassa friulana

sabato 28 aprile 2001.
   

Assemblea dei cittadini chiamati a pagare al Tubone gli arretrati della tassa per lo smaltimento acque
Il caso bollette finisce in Regione
Lega e ambientalisti d’accordo. Violino: la soluzione la troveremo a Trieste

Nuova assemblea del “popolo delle bollette del Tubone” sul caso del pagamento degli arretrati della tassa per lo smaltimento delle acque. Nel corso dell’incontro si è registrata una convergenza tra le posizioni della Lega e degli ambientalisti. «Sono completamente d’accordo con Paolo De Toni sulle definizioni che evidenziano la peculiarità di quest'area in campo idrico: ricordatevi che sulla questione dell'acqua ci si gioca una legislatura». Ha detto Claudio Violino, consigliere regionale della Lega Nord e componente della quarta Commissione, che ha chiarito la sua posizione in merito al problema delle differenziazione tra scolo e scarico delle acque, differenziazione definita fondamentale per la definizione della tassa di scarico e depurazione della acque reflue per i cittadini delle zone delle fontane. Il consigliere regionale ha infatti evidenziato la giustezza di quanto affermato dall'ambientalista sangiorgino: cioè che quelle che vengono chiamate fognature in realtà sono condutture in quanto proprio per la peculiarità che gode il territorio delle fontane si scarica in un corpo idrico artificiale superficiale creato per lo scolo, e non lo scarico, delle acque dei pozzi. Il consigliere regionale ha anche evidenziato che «non si può pagare sia il Consorzio Bonifica che quello del Tubone: per questo vanno definiti i ruoli dei due Consorzi». Il consigliere regionale si è inoltre impegnato a presentare una mozione per la soluzione della situazione della Bassa friulana e a garantire, cosa che già stanno facendo i consiglieri di minoranza sangiorgini, un tavolo in cui gli assessori regionali all'ambiente, Ciani, e alle autonomie locali, Pozzo, con i reciproci funzionari, i due Consorzi e l'ambientalista De Toni, o comunque una persona in grado di esporre il problema, diano una volta per tutte una definizione esatta ai sensi della 152 della questione della Bassa Friulana. Se questa definizione collimerà con quella di De Toni («sfido chiunque a smontarla»), la questione delle bollette risulterebbe semplice: quella non è fognatura ai sensi giuridici (anche se tombinata) facendo così definitivamente cadere la tesi che a San Giorgio, e dintorni, non sono in sistema di fognatura doppia, ma in regime di fognatura singola, cioè quella che sta realizzando il Tubone e alla quale nessuno è ancora allacciato. Quindi l'unico allacciamento valido per le richieste del canone o tariffa è quello alla fognatura del Tubone e nessun altro: «di conseguenza le bollette non vanno pagate fino a quando non si è allacciati al Tubone».
Francesca Artico