Articolo tratto dal Messaggero Veneto 23 ottobre 2001
SAN GIORGIO Prima è necessario pagare quanto dovuto
Bollette Tubone, salta il ricorso


Salta il ricorso per le bollette emesse dal Tubone inerenti la tassa di depurazione e scarico delle acque reflue del 1996: cioè si devono pagare.
Si devono pagare e poi fare ricorso di massa per le bollette del 1997 (che oltre il 50% dei cittadini non hanno pagato) che dovrebbero arrivare a fine novembre, forse all’inizio di dicembre. Sarà inoltre richiesto il congelamento del pagamento di quelle del 1998 (il Tubone ha tempo fino al 2003 per riscuoterle) in attesa del risultato dei ricorsi per avere l’esito dei quali sarà necessario attendere almeno un anno. Questa è la nuova strategia che Comitato promotore e i cittadini di San Giorgio hanno individuato per contestare un balzello che ritengono non dovuto per la peculiarità del territorio, cioè perchè in una terra di fontane bisogna ridiscutere l’intera situazione del circolo idrico dell’acqua e quindi anche il canone per lo scarico delle acque reflue.
L’ambientalista Paolo De Toni in un volantino scritto dopo che la Direzione regionale Ambiente, nella persona dell’ingegner Verri, aveva risposto ai quesiti posti dalla minoranze sangiorgine, evidenzia che lo stesso dirigente sostiene che l’analisi fornita sulla situazione idrica è "approfondita". «Lo si ringrazia - scrive De Toni - anche per la conclusione, dove conferma quanto argomentato in questi mesi nelle assemblee pubbliche. Una plateale smentita alla enfasi di Occhioni e del Tubone quando, sulla base del parere della Direzione Autonomie Locali, dicevano che la conduttura delle acque meteoriche andava considerata a tutti gli effetti "fognatura". In realtà in conclusione alla sua risposta - sottolinea ancora l’ambientalista - Verri è costretto a dire che “rimane inteso che deroghe atte a consentire lo scarico di acque reflue domestiche in condotte improprie costituirebbero fattispecie contrastante con le disposizioni del Decreto legislativo 152/99. Peccato - conclude De Toni - che Verri si sia dimenticato che la Regione ha approvato nel ’96 il regolamento del Tubone dove tali deroghe sono ammesse».
Le deroghe secondo l’ambientalista sono necessarie al Tubone in quanto le famose "fognature separate" non "starebbero in piedi" senza questa concessione e ponendo quindi quanti non sono allacciati alla doppia rete in violazione di legge.
Francesca Artico