SAN GIORGIO DI NOGAROIl presidente del
Tubone Turchetti mette fine alla vicenda
«Le bollette devono essere
pagate»
«Le bollette di scarico e depurazione delle acque
reflue, che tutti gli italiani pagano, vanno pagate anche a
San Giorgio, perchè non esiste nessuna specificità, se non
inventata di sana pianta».
Ad affermarlo è il presidente
del Consorzio depurazione della Bassa friulana, Gianfranco
Turchetti, che intende mettere la parola fine alla vicenda
delle bollette del Tubone - che precisa non essere del Tubone
in quanto solo le riscuote - dopo la polemica innescata in
seguito all’incontro avvenuto la scorsa settimana al quale
erano presenti, oltre a tutto il consiglio comunale e allo
stesso Turchetti, anche l’assessore regionale Ciani e il
direttore del dipartimento ambiente, Verri. «La fase di
ricerca degli elementi politici gestionali è finita - continua
Turchetti - per cui ritengo chiuso il discorso bollette. Va
detto che gli amministratori, gli ambientalisti e i
consiglieri comunali hanno svolto un compito di sollecitazione
su questo tema che, dopo tutte le verifiche possibili che
hanno coinvolto tutti gli organi istituzionali, esperti,
avvocati siamo arrivati alla convinzione che siamo nel giusto:
cioè che chi è allacciato alla pubblica fognatura deve pagare,
al di là dell’esistenza di un servizio di depurazione come
tassativamente previsto dalla legge Galli».
Turchetti
evidenzia che anche gli amministratori comunali si sono
convinti della necessità di attuare gli obblighi di legge: «le
bollette sono un atto dovuto: non sono una scelta politica, ma
un passaggio obbligatorio che non compete al presidente del
Consorzio. L’esistenza dello scarico dei pozzi artesiani
peraltro garantito e preservato dalle fognature di tipo
separato, non modificano la natura del sistema fognario
presente sul comprensorio della Bassa friulana». Turchetti
dunque chiude definitivamente la questione, ma non per questo
nega la possibilità a chi lo voglia di ricorrere alla
Commissione tributaria in quanto sostiene «essendo in uno
Stato di diritto, esiste la possibilità che ci si avvalga
delle norme di garanzia previste: va detto però che se la
Commissione dà ragione a un cittadino questa non vale per
tutti, ma per il singolo caso».
Il presidente del Tubone
conferma inoltre che la notifica, che è accompagnata da una
lettera in cui si illustra la situazione consolidata, del
pagamento per le bollette del ’96 (il 65% già pagate) è già
partita e che l’ente si è fatto carico della spesa di notifica
(circa 10 mila lire) al fine di non gravare sugli utenti,
mentre quelle del ’97 (pagate il 43-45%) partiranno entro
l’anno. Turchetti a chi sostiene che forse era meglio
aspettare l’invio della notifica alla risposta scritta della
regione ai quesiti posti alla Direzione regionale all’ambiente
dalla minoranza, risponde che questo non è un problema
dell’ente e conclude sottolineando che «qui sono si tratta di
essere buoni o cattivi ma solo di ottemperare agli obblighi di
legge».
Francesca Artico
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