Articolo tratto dal Messaggero Veneto del 9 settembre 2001. Cronaca della bassa friulana
 
SAN GIORGIO DI NOGAROIl presidente del Tubone Turchetti mette fine alla vicenda
«Le bollette devono essere pagate»


«Le bollette di scarico e depurazione delle acque reflue, che tutti gli italiani pagano, vanno pagate anche a San Giorgio, perchè non esiste nessuna specificità, se non inventata di sana pianta».
Ad affermarlo è il presidente del Consorzio depurazione della Bassa friulana, Gianfranco Turchetti, che intende mettere la parola fine alla vicenda delle bollette del Tubone - che precisa non essere del Tubone in quanto solo le riscuote - dopo la polemica innescata in seguito all’incontro avvenuto la scorsa settimana al quale erano presenti, oltre a tutto il consiglio comunale e allo stesso Turchetti, anche l’assessore regionale Ciani e il direttore del dipartimento ambiente, Verri. «La fase di ricerca degli elementi politici gestionali è finita - continua Turchetti - per cui ritengo chiuso il discorso bollette. Va detto che gli amministratori, gli ambientalisti e i consiglieri comunali hanno svolto un compito di sollecitazione su questo tema che, dopo tutte le verifiche possibili che hanno coinvolto tutti gli organi istituzionali, esperti, avvocati siamo arrivati alla convinzione che siamo nel giusto: cioè che chi è allacciato alla pubblica fognatura deve pagare, al di là dell’esistenza di un servizio di depurazione come tassativamente previsto dalla legge Galli».
Turchetti evidenzia che anche gli amministratori comunali si sono convinti della necessità di attuare gli obblighi di legge: «le bollette sono un atto dovuto: non sono una scelta politica, ma un passaggio obbligatorio che non compete al presidente del Consorzio. L’esistenza dello scarico dei pozzi artesiani peraltro garantito e preservato dalle fognature di tipo separato, non modificano la natura del sistema fognario presente sul comprensorio della Bassa friulana». Turchetti dunque chiude definitivamente la questione, ma non per questo nega la possibilità a chi lo voglia di ricorrere alla Commissione tributaria in quanto sostiene «essendo in uno Stato di diritto, esiste la possibilità che ci si avvalga delle norme di garanzia previste: va detto però che se la Commissione dà ragione a un cittadino questa non vale per tutti, ma per il singolo caso».
Il presidente del Tubone conferma inoltre che la notifica, che è accompagnata da una lettera in cui si illustra la situazione consolidata, del pagamento per le bollette del ’96 (il 65% già pagate) è già partita e che l’ente si è fatto carico della spesa di notifica (circa 10 mila lire) al fine di non gravare sugli utenti, mentre quelle del ’97 (pagate il 43-45%) partiranno entro l’anno. Turchetti a chi sostiene che forse era meglio aspettare l’invio della notifica alla risposta scritta della regione ai quesiti posti alla Direzione regionale all’ambiente dalla minoranza, risponde che questo non è un problema dell’ente e conclude sottolineando che «qui sono si tratta di essere buoni o cattivi ma solo di ottemperare agli obblighi di legge».
Francesca Artico