«Sindaco Rellini, non venda questa terra»
«Questa strada non può essere venduta». Ed è inammissibile che a dichiararsi possibilista sulla cessione «sia il sindaco Gianluigi Rellini, iscritto ai Democratici di sinistra».
E’ il primo cittadino di Aviano il bersaglio delle critiche feroci degli anarchici, reo di non aver avversato, bensì di aver favorito, il progetto di acquisizione, da parte dell’amministrazione militare statunitense, di un tratto di via Pedemonte per rendere possibile l’unificazione delle due strutture militari, locate agli americani, che si affacciano su quel tratto di strada. Non è stata gradita, inoltre, la presa di posizione del sindaco sulla presenza della Base sul territorio comunale. Pur dichiarandosi contro la guerra e, in particolare, contro il conflitto in atto in Iraq, Rellini aveva spiegato di non avere alcuna intenzione di chiedere la chiusura della struttura militare. «Sarebbe come dire, di fronte a qualcuno che guida in modo spericolato, che si deve chiudere la Fiat. In passato le strutture e gli aerei della Base sono stati utilizzati per operazioni giuste, e mi riferisco alla liberazione di Sarajevo dopo un assedio di un anno e mezzo».
«Essere contro la guerra - hanno urlato ieri i dimostranti - significa essere contro la Base. Chi non è contro la Base allora vuol dire che è complice di questa guerra, corresponsabile della morte di 200 mila bambini che perderanno la vita a causa dell’inquinamento dell’acqua potabile. Questa sì che è un’arma di distruzione di massa». Non sono possibili mediazioni, a giudizio degli anarchici che hanno concluso l’evento proprio in via Pedemonte per ricordare a Rellini «la contrarietà della popolazione a questo progetto che dividerà la città in due». La presenza degli americani ad Aviano «è sempre più invasiva», così come cresce sempre più «l’indisponibilità della gente ad accettare le caserme. Il 70% dei friulani - hanno rimarcato - non vuole gli americani sul proprio territorio: se ne devono andare!».
Anche altri partecipanti alla manifestazione hanno colto l’opportunità per dimostare una forte contrarietà, oltre che nei confronti del governo, anche della sinistra. «Siamo schifati della sinistra con l’elmetto che si è dichiarata pacifista solo perché oggi è contro la guerra perché non è al governo. Questa - ha aggiunto una dimostrante - è una manifestazione antimilitarista, non solo contro questa guerra».
Martina Milia
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