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Alluvione Pontebba, Canal del Ferro
dal Messaggero Veneto 31 agosto 2003
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DOMENICA, 31 AGOSTO 2003 Pagina 1 - Udine

L’ondata di maltempo ha messo in ginocchio la montagna. Un ponte crollato e uno pericolante. Frane e smottamenti minacciano anche la ferrovia

Due morti, 300 sfollati, 260 case lesionate

Pesantissimo il bilancio del nubifragio che ha devastato i paesi del Canal del Ferro e della Valcanale La statale Pontebbana gravemente danneggiata e chiusa. Ci vorranno mesi per riparare le strutture

Danni dai 500 ai 1.000 milioni di euro nelle due valli colpite dal disastro

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MALBORGHETTO-VALBRUNA. E’ un bilancio pesantissimo quello che l’ondata di maltempo abbattutasi venerdì pomeriggio su Valcanale e Canale del Ferro ha lasciato dietro di sè. Due persone, un uomo e una donna, sono morte a Malborghetto-Valbruna, travolte dall’acqua e dai detriti; oltre 260 abitazioni sono state lesionate, sette case risultano distrutte, 300 persone sono sfollate. Un ponte è crollato e uno risulta pericolante. Anche la grande viabilità ha subito danni molto ingenti: la statale 13, colpita da frane e smottamenti, è chiusa al traffico e così pure la ferrovia Udine-Tarvisio.

L’analisi della situazione e un primo sommario conteggio dei danni, che secondo il presidente della Regione Illy oscillano tra i 500 e i mille milioni di euro, sono stati fatti ieri nel corso della riunione del comitato operativo misto, tenutasi a Malborghetto Valbruna, alla quale hanno partecipato gli’assessori regionali alla protezione civile Moretton e all’agricoltura e foreste Marsilio, i sindaci dei comuni investiti dal disastro, i responsabili di tutte le forze impegnate nelle opere di soccorso e ripristino, Vigili del fuoco, Anas, Carabinieri, prefettura e questura. Il primo stanziamento della Regione è di 200 mila euro, per aiuti immediati, ma un altro milione e mezzo sarà messo a disposizione nei prossimi giorni sempre dalla Regione per gli interventi più urgenti.

Desolante la panoramica del giorno dopo, ma va detto che non si è fatta attendere la reazione della gente e degli amministratori, che hanno inziato subito a operare per una ripresa più rapida possibile della vita e delle attività nei paesi della valle.

La comunità più segnata è quella di Ugovizza, dove oltre ai morti si conta il maggior numero di abitazioni inagibili (200), altre 30 sono state sgomberate nella frazione di Cucco e 30 nel capoluogo. Delle 400 persone sfollate in mattinata un centinaio ha potuto fare successivamente rientro nelle proprie abitazioni. La furia dell’acqua ha provocato il crollo del campanile della chiesetta di San Giacomo e diverse tombe sono state scoperchiate. Rientrati nelle loro case anche gli abitanti di Dogna (250 abitanti), paese finito l’altra sera sott’acqua. Danni ingentissimi pure a Pontebba, dove le frazioni alte restano isolate. Stessa sorte per quattro borgate di Moggio, che ha visto danneggiati il Cartificio e l’impianto ittico gestito dall’Ente tutela pesca.

Grossi problemi anche alle comunicazioni e all’erogazione di energia elettrica. Frane e smottamenti hanno mandato in tilt 85 cabine Enel, venti delle quali ieri sono state riattivate mentre gruppi elettrogeni sono stati distribuiti là dove ce n’era bisogno. Telecom ha ripristinato ieri le linee telefoniche in tutti i paesi tranne Dogna, dove la centralina era ancora sott’acqua.

L’autostrada A23, già sovraccarica per il rientro dei turisti austriaci e tedeschi, è rimasta chiusa fino alla tarda mattinata di ieri, mentre sono pesantissime le conseguenze per la statale (ci vorranno mesi per ripristinarne la percorribilità) e per la ferrovia Udine - Tarvisio, tuttora interrotta.