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Messaggero Veneto DOMENICA, 09 NOVEMBRE 2003 Pagina 9 - Udine
I sindaci: abbandonati da Roma
Pronti a organizzare forti azioni di protesta:.«Servono 522 milioni» -------------------------------------------------------------------------------- di ANTONIO SIMEOLI MALBORGHETTO. «Sono pronto a far scendere il mio paese in piazza, ad andare se necessario a Roma, spero che non sia vero che nella Finanziaria verranno destinati solamente 75 milioni di euro e che per giunta questa somma la si debba dividere tra tutte le zone alluvionate. Spero non sia vero, ma se così fosse allora vorrà dire che lo Stato ci considera cittadini di serie B e che serviamo solo per il pagamento delle tasse». Il sindaco di Malborghetto, Alessandro Oman, non vuole credere alle dichiarazioni dei parlamentari regionali di centro-sinistra secondo i quali il Governo si appresterebbe ad inserire nella nuova legge Finanziaria un pacchetto di 75 milioni di euro per far fronte ai danni provocati dagli eventi alluvionali in tutta Italia. Il primo cittadino minaccia azioni clamorose, e a lui si accodano tutti i sette sindaci dei comuni colpiti dall’evento alluvionale dello scorso 29 agosto, oltre al presidente del Comprensorio montano del Gemonese, Valcanale e Canal del Ferro, Ivo Del Negro. «La Regione - puntualizza Oman - ha chiesto 522 milioni di euro perché i danni ammontano precisamente a questa cifra. E tutti gli interventi sono indispensabili. Se in Valcanale e Canal del ferro dovessero arrivare soltanto le briciole non riusciremmo nemmeno ad avviare gli interventi più urgenti». Alessandro Oman guarda indietro agli ultimi due mesi, la maggior parte dei quali passati nel fango a cercare di risolvere i problemi più urgenti per la sua gente. Osserva come moltissime opere, grazie all’impegno dei volontari e soprattutto al lavoro della Protezione civile regionale, sono già state avviate. «I lavori vanno avanti con un buon ritmo - spiega il sindaco - sono sicuro che in altre parti d’Italia dopo un’emergenza del genere la gente non si sarebbe rimboccata così le maniche. Ora lo Stato, anziché premiare la gente che lavora, distribuisce le (poche) risorse ovunque». Il sindaco del comune, forse simbolo della calamità di fine agosto, è sconsolato. Non lo è stato mai nei giorni successivi al disastro. Ha visto la sua casa di Ugovizza invasa dal fango, ha visto i suoi compaesani andarsene dalle proprie abitazioni, ma li ha anche visti tornare a cercare di rimetterle in sesto. Per rinascere. «Sentirò il Commissario Moretton - continua sconsolato Oman - se le cose vanno così, però, sarebbe una mazzata alle nostre speranze di ripresa. Ci sono tanti lavori da fare, non dimentichiamo che senza le opere di difesa del territorio non c’è vita in Valcanale e nemmeno nessuno sviluppo turistico». «La nostra comunità - continua Oman - ha fatto un grande sforzo per incrementare la ricettività alberghiera. Abbiamo aggiunto 200 posti letto, ora lo Stato ci abbandona. Forse dobbiamo chiedere l’annessione alla Carinzia? Malborghetto per poter continuare a vivere ha bisogno di 190 milioni di euro, altrimenti cosa potrò dire alla gente, che in questi mesi ha ricevuto tanta solidarietà dai privati e dalla Protezione civile regionale e rischia di non riceverla dallo Stato?» Tutti i sindaci, tuttavia, come detto si esprimono sulla falsariga di quanto sostenuto da Oman. Da Moggio, il primo cittadino, Ezio De Toni, è talmente sorpreso da non credere alle indiscrezioni sui numeri della Finanziaria per l’alluvione. «Se effettivamente lo Stato si prepara a darci una parte di 75 milioni di euro, allora si tratterebbe di una presa in giro colossale e dell’ulteriore dimostrazione che la gente di queste valli viene abbandonata al suo destino». De Toni è un fiume in piena da far invidia al rio Aupa, che tanti danni ha portato all’omonima valle isolando (e ancora rendendo precario) il collegamento con le frazioni di Moggio. «Siamo forse un’isola fortunata rispetto a Pontebba, Dogna e Malborghetto, dove l’acqua è entrata nelle case, ma qui abbiamo avuto paesi isolati ed ora abbiamo una viabilità in ginocchio. La Regione, attraverso la Provincia, ha stanziato un milione di euro per la strada della val Aupa, si tratta però solo di una prima sistemazione. Per rimettere a posto l’importante via di comunicazione occorreranno almeno 11 miloni di euro». «Ci sono, però - conclude De Toni - altri comuni che stanno peggio di noi, e di questi saremo al fianco per qualsiasi azione di protesta utile a difendere il futuro della Valcanale e del Canal del ferro». |
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