Alla Bassa serve energia elettrica
Torviscosa: confronto sull’opportunità di costruire nuove centrali
TORVISCOSA. Abbiamo bisogno di nuove centrali elettriche oppure siamo energeticamente autonomi? La domanda sorge spontanea, dopo i black-out di questi giorni che portano alla ribalta l’annoso problema dell’autonomia energetica in Italia argomento che interessa moltissimo il Friuli e soprattutto la Bassa. Torviscosa infatti, assieme ad Arzene, ha ottenuto l’autorizzazione alla realizzazione della nuova centrale a turbogas da 800 Mw di Caffaro/Edison, in fase di ultimazione dell’iter.
Qui però sorgono i primi problemi. La Regione afferma, nella prima bozza di Piano energetico regionale dell’aprile 2003, che «nell’ottica del soddisfacimento del fabbisogno regionale, l’eventuale mancata realizzazione della centrale a turbogas di Torviscosa non deve necessariamente comportare la previsione di centrali termoelettriche alternative, fermo restando che deve essere comunque realizzata la riconversione e il ripotenziamento della centrale di Monfalcone con le migliori tecnologie disponibili, indipendentemente dal tipo di combustibile usato (gas naturale o carbone)».
Il direttore dell’Assindustria pordenonese, Massimo Mazzariol, a fronte del black-out energetico ha affermato che «se si vuole essere competiviti bisogna avere autonomia energetica, quindi realizzare le nuove centrali di Torviscosa e Arzene per soddisfare le esigenze «altrimenti rischiamo di restare fuori dai mercati».
Dunque c’è bisogno di energia oppure no? «Ammessa l’esistenza di un deficit di circa 1800 GWh- dice l’ambientalista Paolo De Toni -, che può essere quantificato, per eccesso, in 250 Mw elettrici, esso sarebbe già coperto se si fosse seguita la strada delle micro centrali (da 5 a 15 Mw), come avviene in Veneto, finalizzate a favorire l’autosufficenza energetica del settore industriale. Il paradosso consiste nel fatto che è proprio la strategia delle mega centrali ad aver creato una situazione di crisi allungando i tempi di copertura del deficit nazionale: la versatilità del turbogas andava sfruttata in tutt’altra direzione avendo minor impatto ambientale e tempi di realizzaione più brevi. Il caso Torviscosa è plateale: dopo 3 anni di denunce è proprio l’Ufficio di Piano della Regione a confermare la tesi che questa centrale non è giustificata».
Francesca Artico
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