Il Messaggero Veneto domenica 13 gennaio 2002
 
     


SAN GIORGIO DI NOGAROInterviene De Toni
«Enron in bancarotta
la centrale è a rischio»



(F.A.) «Sarà bene che il Duz e Pelizzo, vicepresidente e presidente della Ziac, si mettano d’accordo al fine di dare versioni credibili e omogenee sul caso Enron perchè, vista anche la risonanza della bancarotta della Enron americana (che ha coinvolto la famiglia Bush), si vorrebbe capire cosa effettivamente sta accadendo nei giochi nascosti della corsa alle megacentrali: probabilmente sarà interessato ad andare a fondo anche il magistrato che, dietro mio esposto, ha aperto l’inchiesta sul progetto della centrale di Torviscosa».
Ancora una volta l’ambientalista Paolo De Toni esprime il suo disappunto contro la realizzazione di megacentrali nella Bassa Friulana. Disappunto che evidenzia tutta la sua contrarietà non solo sul progetto di Caffaro Energia (800 mw), ma su tutti quelli ipotizzati per il territorio del sangiorgino dove la Enron (800 mw di potenza) dovrebbe accasarsi. Inoltre eccepisce sulle dichiarazioni del vicepresidente della Ziac, Roberto Duz, il quale sostiene che al Consorzio Aussa- Corno non è arrivata nessuna richiesta formale di insediamento da parte della Enron Italia, sottolinenando che ciò è impossibile in quanto la società americana ha già attivato presso il ministero competente la procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) per cui sostiene che attivare questo iter senza avere il sito è impensabile (nel sito internet dei progetti di nuove centrali della Enron viene ubicata a San Giorgio di Nogaro). «Certamente - dice- una centrale a Torviscosa aveva un senso per sostituire qualla a carbone da 36 mw, per cui si poteva concedere alla Caffaro, al massimo 200 mw e poi altrattanti all’Abs, nella Ziac e nella zona industriale Pannellia, in modo che accanto alla riconversione della centrale di Monfalcone e all’eventuale diffusione di microcentrali da 4/15 mw, il Piano energetico regionale per i prossimi 20 anni era già fatto, senza dare fastidio a nessuno».
Invece, secondo De Toni, con gli 800 mw di Torviscosa si avrà un aumento di 5 volte degli ossidi di azoto e un enorme aumento dell’umidità, «cosa di cui non avevamo certo bisogno».