SAN GIORGIO DI NOGAROInterviene De
Toni «Enron in bancarotta la centrale è a rischio»
(F.A.) «Sarà bene che il Duz e Pelizzo,
vicepresidente e presidente della Ziac, si mettano d’accordo
al fine di dare versioni credibili e omogenee sul caso Enron
perchè, vista anche la risonanza della bancarotta della Enron
americana (che ha coinvolto la famiglia Bush), si vorrebbe
capire cosa effettivamente sta accadendo nei giochi nascosti
della corsa alle megacentrali: probabilmente sarà interessato
ad andare a fondo anche il magistrato che, dietro mio esposto,
ha aperto l’inchiesta sul progetto della centrale di
Torviscosa». Ancora una volta l’ambientalista Paolo De
Toni esprime il suo disappunto contro la realizzazione di
megacentrali nella Bassa Friulana. Disappunto che evidenzia
tutta la sua contrarietà non solo sul progetto di Caffaro
Energia (800 mw), ma su tutti quelli ipotizzati per il
territorio del sangiorgino dove la Enron (800 mw di potenza)
dovrebbe accasarsi. Inoltre eccepisce sulle dichiarazioni del
vicepresidente della Ziac, Roberto Duz, il quale sostiene che
al Consorzio Aussa- Corno non è arrivata nessuna richiesta
formale di insediamento da parte della Enron Italia,
sottolinenando che ciò è impossibile in quanto la società
americana ha già attivato presso il ministero competente la
procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) per cui
sostiene che attivare questo iter senza avere il sito è
impensabile (nel sito internet dei progetti di nuove centrali
della Enron viene ubicata a San Giorgio di Nogaro).
«Certamente - dice- una centrale a Torviscosa aveva un senso
per sostituire qualla a carbone da 36 mw, per cui si poteva
concedere alla Caffaro, al massimo 200 mw e poi altrattanti
all’Abs, nella Ziac e nella zona industriale Pannellia, in
modo che accanto alla riconversione della centrale di
Monfalcone e all’eventuale diffusione di microcentrali da 4/15
mw, il Piano energetico regionale per i prossimi 20 anni era
già fatto, senza dare fastidio a nessuno». Invece, secondo
De Toni, con gli 800 mw di Torviscosa si avrà un aumento di 5
volte degli ossidi di azoto e un enorme aumento dell’umidità,
«cosa di cui non avevamo certo bisogno».
|
|
| | |
 |
|