Il Messaggero Veneto
12 gennaio 2002
 
     


Dovrebbe sorgere in un lotto ancora libero della zona industriale e avrebbe una potenza di almeno 400 megawatt
Tre comuni contro la centrale a gas
I sindaci del capoluogo, di Pozzuolo e di Pavia di Udine esprimono forti riserve e perplessità sul progetto


Tre comuni, Pozzuolo, Pavia di Udine e Udine dicono no all’ipotesi di una nuova megacentrale elettrica alimentata con gas da 400 megawatt che dovrebbe fornire energia alle acciaierie Abs per il 25%, mentre il resto dovrebbe essere venduto ad altre industrie. La decisione è stata formalizzata l’altra sera nel corso di un incontro svoltosi tra i tre sindaci dei comuni interessati con i tecnici competenti.
La ditta Electrabel ha infatti rivolto domanda al ministero, che provvederà ad attivare la procedura di valutazione dell’impatto ambientale per mezzo di una commissione nazionale che avrà al suo interno anche un consulente, espressione del territorio in cui si progetta di ubicare la centrale. In questo caso sono interessati i comuni di Pozzuolo e di Udine poiché l’impianto è previsto proprio a cavallo del confine, a est di casali Moschione presso il distributore di carburante, in un lotto ancora libero della Ziu.
La centrale, che è ancora in fase di studio, dovrebbe essere di almeno 400 megawatt; una volta completata la composizione della commissione, questa procederà alla stesura del documento di valutazione di impatto ambientale, che sarà messo a disposizione per le eventuali osservazioni, nei termini di 45 giorni.
Le centrali (ne sono previste altre 6 in Friuli, fra le 137 progettate in Italia) per ora forniranno energia non ancora ai privati ma solo alle industrie, che potranno così diminuire i costi previsti per questo settore. Perplessità e forti riserve sulla costruzione della megacentrale vengono espresse dall’amministrazione comunale di Pozzuolo: «E’ non solo l’impianto in sé a preoccuparci - dichiara il sindaco Sergio Beltrame -, in quanto collocato in una zona, quella presso l’Abs, già di per sé molto problematica, ma bisogna mettere in conto pure l’impatto ambientale costituito dai gasdotti che alimenteranno la centrale e dagli elettrodotti che condurranno l'energia fuori da essa».
Perciò il comune di Pozzuolo e quello di Udine mettono in campo l’articolo 5 delle normative del piano infrastrutturale della Ziu che prevede non si possa produrre in loco se non l’energia necessaria alle ditte comprese nel consorzio, escludendo quindi a priori la costruzione di megaimpianti. I due comuni hanno nominato l’architetto Girardi come consulente nella commissione nazionale; anche i comitati territoriali hanno chiesto la documentazione relativa al progetto e si preparano a dare battaglia.
Contro il proliferare in Friuli di queste grandi centrali, che servirebbero principalmente un business extraregionale, si sono schierati Elena Gobbi della Legambiente, e il Wwf. Perplessità sono state espresse anche dallo stesso presidente dell’Associazione degli industriali di Udine, Adalberto Valduga, il quale ha sottolineato che la produzione in proprio dell'energia renderà più competitive le aziende, ma che 7-8 centrali di queste dimensioni in un territorio come il Friuli sono davvero troppe.
P.B.