Dovrebbe sorgere in un lotto ancora
libero della zona industriale e avrebbe una potenza di almeno
400 megawatt Tre comuni contro la centrale a
gas I sindaci del capoluogo, di Pozzuolo e di Pavia di
Udine esprimono forti riserve e perplessità sul progetto
Tre comuni, Pozzuolo, Pavia di Udine e Udine dicono
no all’ipotesi di una nuova megacentrale elettrica alimentata
con gas da 400 megawatt che dovrebbe fornire energia alle
acciaierie Abs per il 25%, mentre il resto dovrebbe essere
venduto ad altre industrie. La decisione è stata formalizzata
l’altra sera nel corso di un incontro svoltosi tra i tre
sindaci dei comuni interessati con i tecnici competenti. La
ditta Electrabel ha infatti rivolto domanda al ministero, che
provvederà ad attivare la procedura di valutazione
dell’impatto ambientale per mezzo di una commissione nazionale
che avrà al suo interno anche un consulente, espressione del
territorio in cui si progetta di ubicare la centrale. In
questo caso sono interessati i comuni di Pozzuolo e di Udine
poiché l’impianto è previsto proprio a cavallo del confine, a
est di casali Moschione presso il distributore di carburante,
in un lotto ancora libero della Ziu. La centrale, che è
ancora in fase di studio, dovrebbe essere di almeno 400
megawatt; una volta completata la composizione della
commissione, questa procederà alla stesura del documento di
valutazione di impatto ambientale, che sarà messo a
disposizione per le eventuali osservazioni, nei termini di 45
giorni. Le centrali (ne sono previste altre 6 in Friuli,
fra le 137 progettate in Italia) per ora forniranno energia
non ancora ai privati ma solo alle industrie, che potranno
così diminuire i costi previsti per questo settore.
Perplessità e forti riserve sulla costruzione della
megacentrale vengono espresse dall’amministrazione comunale di
Pozzuolo: «E’ non solo l’impianto in sé a preoccuparci -
dichiara il sindaco Sergio Beltrame -, in quanto collocato in
una zona, quella presso l’Abs, già di per sé molto
problematica, ma bisogna mettere in conto pure l’impatto
ambientale costituito dai gasdotti che alimenteranno la
centrale e dagli elettrodotti che condurranno l'energia fuori
da essa». Perciò il comune di Pozzuolo e quello di Udine
mettono in campo l’articolo 5 delle normative del piano
infrastrutturale della Ziu che prevede non si possa produrre
in loco se non l’energia necessaria alle ditte comprese nel
consorzio, escludendo quindi a priori la costruzione di
megaimpianti. I due comuni hanno nominato l’architetto Girardi
come consulente nella commissione nazionale; anche i comitati
territoriali hanno chiesto la documentazione relativa al
progetto e si preparano a dare battaglia. Contro il
proliferare in Friuli di queste grandi centrali, che
servirebbero principalmente un business extraregionale, si
sono schierati Elena Gobbi della Legambiente, e il Wwf.
Perplessità sono state espresse anche dallo stesso presidente
dell’Associazione degli industriali di Udine, Adalberto
Valduga, il quale ha sottolineato che la produzione in proprio
dell'energia renderà più competitive le aziende, ma che 7-8
centrali di queste dimensioni in un territorio come il Friuli
sono davvero troppe. P.B.
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