Il sindaco, vicepresidente della Ziac,
ritiene che il problema debba essere risolto dalla Regione
Centrali, il Comune frena Duz precisa che le ipotesi di 7-8
insediamenti non sono state formalizzate
«In merito al proliferare delle
richieste di realizzazione di nuove centrali posso dire che la
centrale a turbogas di Torviscosa aveva un senso, ma di essere
oggi il meno indicato a dire se debbano esserci altre centrali
o meno anche perchè come sindaco ho ottenuto un grande
obiettivo quello di completare un progetto di riconversione
industriale che riduce nel nostro paese e nel territorio il
rischio ambientale». Roberto Duz, sindaco di Torviscosa,
entra così nel merito della vicenda che vede la Bassa friulana
al centro delle attenzioni di alcune multinazionali, anche
straniere, quale area per la realizzazione di nuove centrali
elettriche che potrebbero far diventare questo territorio,
qualora i progetti (7 o forse 8) venissero accolti il polo
energetico del Friuli. Da tempo infatti oltre alla centrale
della Caffaro Energia (800 mw di potenza), che ha già ottenuto
tutte le autorizzazioni necessarie, ci sono state richieste
per altre centrali sempre della stessa potenza per la Ziac
sangiorgina da parte della Enron Italia e della British
Gas. «Nessuna richiesta formale in tal senso è giunta fino
ad oggi al Consorzio Aussa-Corno - dice Roberto Duz in qualità
di vicepresidente dell'ente -, possono esserci stati dei
contatti ma tutto è ancora fermo a questo. Anche se la Enron
Italia è inserita nell'elenco nazionale delle nuove centrali
in progettazione per il procedimento di Via (Valutazione di
impatto ambientale) noi non abbiamo, lo ripeto, avuto nessuna
richiesta ufficiale per il sito anche se nell'elenco si legge
che sarà ubicata a San Giorgio di Nogaro». Duz ritiene
comunque che ora spetti alla Regione, sempre di concerto con
le istituzioni dei vari livelli (come peraltro e successo per
Torviscosa) dare indicazioni in tal senso, quindi stabilire
dove queste nuove centrali debbano essere concesse, come e che
potenza debbano avere, magari, come sperano gli ambientalisti,
prendendo lo spunto da quanto dichiarato dal presidente degli
industriali del Veneto, Tognana, cioè la realizzazione di
microcentrali per una devolution energetica. Sostanzialmente
cioè che ogni azienda possa realizzare una propria piccola
centrale (dai 4 ai 10 mw) e quindi essere autonoma
energeticamente. Francesca Artico
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