Il Messaggero Veneto 12 gennaio 2002
 
     
Il sindaco, vicepresidente della Ziac, ritiene che il problema debba essere risolto dalla Regione
Centrali, il Comune frena
Duz precisa che le ipotesi di 7-8 insediamenti non sono state formalizzate


«In merito al proliferare delle richieste di realizzazione di nuove centrali posso dire che la centrale a turbogas di Torviscosa aveva un senso, ma di essere oggi il meno indicato a dire se debbano esserci altre centrali o meno anche perchè come sindaco ho ottenuto un grande obiettivo quello di completare un progetto di riconversione industriale che riduce nel nostro paese e nel territorio il rischio ambientale».
Roberto Duz, sindaco di Torviscosa, entra così nel merito della vicenda che vede la Bassa friulana al centro delle attenzioni di alcune multinazionali, anche straniere, quale area per la realizzazione di nuove centrali elettriche che potrebbero far diventare questo territorio, qualora i progetti (7 o forse 8) venissero accolti il polo energetico del Friuli.
Da tempo infatti oltre alla centrale della Caffaro Energia (800 mw di potenza), che ha già ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, ci sono state richieste per altre centrali sempre della stessa potenza per la Ziac sangiorgina da parte della Enron Italia e della British Gas.
«Nessuna richiesta formale in tal senso è giunta fino ad oggi al Consorzio Aussa-Corno - dice Roberto Duz in qualità di vicepresidente dell'ente -, possono esserci stati dei contatti ma tutto è ancora fermo a questo. Anche se la Enron Italia è inserita nell'elenco nazionale delle nuove centrali in progettazione per il procedimento di Via (Valutazione di impatto ambientale) noi non abbiamo, lo ripeto, avuto nessuna richiesta ufficiale per il sito anche se nell'elenco si legge che sarà ubicata a San Giorgio di Nogaro».
Duz ritiene comunque che ora spetti alla Regione, sempre di concerto con le istituzioni dei vari livelli (come peraltro e successo per Torviscosa) dare indicazioni in tal senso, quindi stabilire dove queste nuove centrali debbano essere concesse, come e che potenza debbano avere, magari, come sperano gli ambientalisti, prendendo lo spunto da quanto dichiarato dal presidente degli industriali del Veneto, Tognana, cioè la realizzazione di microcentrali per una devolution energetica. Sostanzialmente cioè che ogni azienda possa realizzare una propria piccola centrale (dai 4 ai 10 mw) e quindi essere autonoma energeticamente.
Francesca Artico

     
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