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IL Messaggero Veneto 12 gennaio 2002
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ENEMONZOIl 7 gennaio il primo focolaio. Quando le fiamme sembravano domate, è ripreso lincendio
Quaranta ettari di bosco in fumo
Un incendio ha divorato centinaia di faggi e di pini neri. Due gli elicotteri in azione
Anche a Tolmezzo il sole, ieri, era parzialmente oscurato dai fumi provocati dallincendio scoppiato in località Lovinzola, in comune di Enemonzo, alle pendici del monte Verzegnis. Le dimensioni sono enormi, dieci volte più esteso dellincendio di Fusea del 7 gennaio scorso e tre più di quello di Lauco di alcuni giorni prima: sono, infatti, andati in fumo finora un quarantina di ettari di una zona impervia e difficilmente raggiungibile. Si tratta di bosco di faggi e pino nero, oltre a prati abbandonati.
Sul posto sono intervenute le guardie forestali di Villa Santina e di Ampezzo, nonchè i volontari della protezione civile di Villa Santina, Enemonzo e Preone e due elicotteri della protezione civile, dotati di benna per il trasporto e il lancio di acqua. A tal fine è stato predisposto un vascone nel campo sportivo di Enemonzo.
Direttore delle operazioni di spegnimento è il maresciallo Menegon (Villa Santina).
Le fiamme avevano cominciato a divorare la vegetazione il 7 gennaio, ma, dopo lintervento dei vigili del fuoco e della forestale, con limpiego di un elicottero della protezione civile, sembravano definivamente spente. Purtroppo, invece, nella nottata di giovedì qualche tizzone ancora caldo ha rigenerato il fuoco. Nel tentativo di domarlo, sono stati utilizzati due elicotteri della protezione civile, ieri il primo si è levato in volo poco dopo le 8, il secondo alle 11.15. Il loro intervento è durato fino alle 16.50. Questa mattina probabilmente tutte le forze a disposizione ritorneranno al lavoro.
Lunico fatto positivo è che, oltre alla vicina disponibilità di acqua dal Tagliamento, labitato non è stato mai in pericolo .
Quello di Lovinzola è lennesimo incendio che colpisce la zona montana. Guardia forestale, vigili del fuoco, volontari e protezione civile stanno, comunque, allerta per prevenire, quanto possibile, il verificarsi di focolai, soprattutto in questo lungo periodo di siccità. Invitano quindi quanti frequentano la montagna di evitare di accendere fuochi e di gettare a terra mozziconi di sigarette e, comunque, di avvertire immediatamente le autorità preposte in caso di avvistamento di incendi.
Luca Coradduzza
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