I comitati: pronto il ricorso al
Tar Annunciano una nuova battaglia politico-legale
contro la centrale di Torviscosa
«Le recenti dichiarazioni del
presidente degli industriali del Veneto, Tognana, sul
federalismo energetico e sulla possibilità di costruire
direttamente negli stabilimenti industriali centrali a
turbogas da 4 a 15 mw con procedure più agevoli, pone un
problema di scelte politiche tutt'altro che irrilevante: crea
infatti un conflitto tra grande industria che si sta lanciando
nelle mega centrali a turbogas con l'evidente ottica del
profitto e la media industria che vorrebbe o potrebbe
provvedere alla produzione energetica in conto proprio».
Federalismo energetico: è questo quanto da tempo
l'ambientalista Paolo De Toni, che di recente è stato sentito
dai Noe in merito agli esposti presentati sulla centrale di
Torviscosa, va sostenendo e per il quale si appresta
battagliare contro la realizzazione di altre mega centrali
nella Bassa Friulana. «In questo contesto - dice De Toni -
risulta stridente il decreto positivo sul Via (valutazione di
impatto ambientale) ministeriale che la Caffaro Energia ha
recentemente ottenuto per il suo impianto da 800 mw. L'Abs di
Cargnacco pretenderà di averne una anche lei, e come dargli
torto visto che è una acciaeieria e quindi fortemente
“energivora”: perchè mai dovrebbe comprare corrente dalla
Caffaro? E le altre società internazionali vanteranno anche
loro il diritto di insediarsi: infatti ai ministeri giacciono
137 richieste di megacentrali dai 400 agli 800 mw. Ripetiamo:
l'unica fino ad ora ad avere avuto il decreto di Via è la
Caffaro Energia». De Toni continua evidenziando che la
situazione è assolutamente folle e che quindi deve essere
razionalizzata; inoltre sostiene che a fronte della
versatilità del turbogas è noto che gli ambientalisti hanno
sviluppato la loro critica su vari fronti: quello dei piani
enegetici nazionali e regionali fondati sull'effetivo bisogno
globale e locale, quello dello sviluppo di una spinta
strategia di cogenerazione, quello della redistribuzione e
riduzione degli impatti ambientali ivi compreso l'elettrosmog.
«E' inconfutabile - dice De Toni - che tutti questi obiettivi
si realizzano con il maggior rendimento energetico ed
ambientale per centrali di media e piccola taglia collocate in
prossimità degli utilizzatori principali, per cui le
megacentrali non hanno più senso. Per contro chi riuscirà a
insediare una mega centrale avrà utili elevati. Nella
fattispecie del caso Caffaro abbiamo individuato vari punti
che riguardano lo studio di impatto ambientale non "chiari",
oltre al fatto che questo Studio doveva essere esteso anche al
gasdotto e all'elettrodotto, che riguardamo l'utilizzo
dell'acqua di falda che doveva essere valutato in maniera
specifica e considerato come nuovo emungimento e non come
preesistente, che il deficit energetico non è quello
dichiarato, che non è stata fatta una credibile analisi sul
grado di contaminazione del sito, problema che torna di
attualità visto che in comune di Torviscosa sono state
depositate le comunicazioni di sito inquinato da parte degli
organi di vigilanza. La battaglia politica - conclude
l'ambientalista - e legale dei Comitati contro la megacentrale
sta continuando e la magistratura ha aperto un'inchiesta sugli
esposti presentati dagli ambientalisti che sugli aspetti
amministrativi presenteranno ricorso al Tar». F.A.
|
|
| | |
 |
|