Il Messaggero Veneto 9 gennaio 2002
 
     
I comitati: pronto il ricorso al Tar
Annunciano una nuova battaglia politico-legale contro la centrale di Torviscosa


«Le recenti dichiarazioni del presidente degli industriali del Veneto, Tognana, sul federalismo energetico e sulla possibilità di costruire direttamente negli stabilimenti industriali centrali a turbogas da 4 a 15 mw con procedure più agevoli, pone un problema di scelte politiche tutt'altro che irrilevante: crea infatti un conflitto tra grande industria che si sta lanciando nelle mega centrali a turbogas con l'evidente ottica del profitto e la media industria che vorrebbe o potrebbe provvedere alla produzione energetica in conto proprio». Federalismo energetico: è questo quanto da tempo l'ambientalista Paolo De Toni, che di recente è stato sentito dai Noe in merito agli esposti presentati sulla centrale di Torviscosa, va sostenendo e per il quale si appresta battagliare contro la realizzazione di altre mega centrali nella Bassa Friulana. «In questo contesto - dice De Toni - risulta stridente il decreto positivo sul Via (valutazione di impatto ambientale) ministeriale che la Caffaro Energia ha recentemente ottenuto per il suo impianto da 800 mw. L'Abs di Cargnacco pretenderà di averne una anche lei, e come dargli torto visto che è una acciaeieria e quindi fortemente “energivora”: perchè mai dovrebbe comprare corrente dalla Caffaro? E le altre società internazionali vanteranno anche loro il diritto di insediarsi: infatti ai ministeri giacciono 137 richieste di megacentrali dai 400 agli 800 mw. Ripetiamo: l'unica fino ad ora ad avere avuto il decreto di Via è la Caffaro Energia». De Toni continua evidenziando che la situazione è assolutamente folle e che quindi deve essere razionalizzata; inoltre sostiene che a fronte della versatilità del turbogas è noto che gli ambientalisti hanno sviluppato la loro critica su vari fronti: quello dei piani enegetici nazionali e regionali fondati sull'effetivo bisogno globale e locale, quello dello sviluppo di una spinta strategia di cogenerazione, quello della redistribuzione e riduzione degli impatti ambientali ivi compreso l'elettrosmog. «E' inconfutabile - dice De Toni - che tutti questi obiettivi si realizzano con il maggior rendimento energetico ed ambientale per centrali di media e piccola taglia collocate in prossimità degli utilizzatori principali, per cui le megacentrali non hanno più senso. Per contro chi riuscirà a insediare una mega centrale avrà utili elevati. Nella fattispecie del caso Caffaro abbiamo individuato vari punti che riguardano lo studio di impatto ambientale non "chiari", oltre al fatto che questo Studio doveva essere esteso anche al gasdotto e all'elettrodotto, che riguardamo l'utilizzo dell'acqua di falda che doveva essere valutato in maniera specifica e considerato come nuovo emungimento e non come preesistente, che il deficit energetico non è quello dichiarato, che non è stata fatta una credibile analisi sul grado di contaminazione del sito, problema che torna di attualità visto che in comune di Torviscosa sono state depositate le comunicazioni di sito inquinato da parte degli organi di vigilanza. La battaglia politica - conclude l'ambientalista - e legale dei Comitati contro la megacentrale sta continuando e la magistratura ha aperto un'inchiesta sugli esposti presentati dagli ambientalisti che sugli aspetti amministrativi presenteranno ricorso al Tar».
F.A.