Articolo da "La Stampa" del 10 ottobre 2002.
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IMPERIA: SI DEVE VERIFICARE SE IL CONTAGIO SIA AVVENUTO PER VIA ALIMENTARE, MA L´IPOTESI E´ DEFINITA DAI MEDICI «IMPROBABILE»
Un sospetto caso di «mucca pazza»
Muore anziana con i sintomi della Bse, autopsia a Milano
IMPERIA
Sospetto caso di «mucca pazza» a Imperia. Sarà l´autopsia a stabilire se la morte di una donna di 84 anni, deceduta il 1° ottobre in ospedale, sia dovuta all´encefalopatia spongiforme e, in caso affermativo, se all´origine del morbo ci sia l´ingestione di carne infetta. Già lo scorso 3 ottobre, l´Asl aveva segnalato agli organi competenti (Ministero della Salute, Istituto superiore della Sanità, Regione e Dipartimento di Scienze della Salute di Genova) il decesso della paziente, che presentava i sintomi della malattia di Creutzfeldt-Jacob, conosciuta appunto con il nome dello scopritore e che ha effetti simili, per quanto riguarda i danni al cervello, al morbo di Alzheimer. L´autopsia sulla donna è stata compiuta venerdì nel più attrezzato ospedale Sacco di Milano, dove ci sono apparecchiature in grado di rendere nulli i rischi per patologi e assistenti. Ora si attendono i risultati, ma è «ragiovevolmente improbabile, data l´età avanzata della vittima», come riferisce il dirigente sanitario Franco Revelli, che il contagio possa essere avvenuto per via alimentare. L´unico caso accertato in Italia di variante umana di «Bse», malattia che ha un´incubazione molto lunga, di circa dieci anni, è stato segnalato nei giorni scorsi al registro nazionale del ministero della Sanità e riguardava una venticinquenne della provincia di Trapani, che aveva contratto l´affezione prima dell´introduzione dei rigorosi controlli sui bovini. Si registrano, invece, diversi casi di Creutzfeldt-Jacob sporadica, malattia mortale che colpisce pazienti ultrasessantenni e che non ha alcun legame con il consumo di carne bovina. I dati italiani riguardanti la mortalità per la forma classica del morbo di Creutzfeld-Jacob interessano esclusivamente pazienti anziani e sono in media con gli altri Paesi dell´Unione Europea (82 decessi annuali). «Il nostro è stato un atto di cautela», ribadisce il dottor Revelli, giustificando i provvedimenti presi dall´Asl in base a un articolato protocollo operativo che impone determinati passi, anche burocratici. L´anziana era stata ricoverata in un primo tempo nel reparto di Neurologia per la comparsa di un progressivo deterioramento mentale. Ma, come capita in soggetti in cui il processo di alterazione avanza a passi celeri, si sono manifestati altri problemi e la donna, con l´aggravarsi delle condizioni, è stata trasferita in Rianimazione. Il 1° ottobre è spirata. Come per la malattia di Alzheimer, una diagnosi definitiva di Creutzfeld-Jacob può essere pronunciata solo dopo l´esame dei tessuti cerebrali, solitamente in sede di autopsia. E così la direzione sanitaria ha deciso di far eseguire l´esame necroscopico. Si è in attesa degli esiti, ma si rimane fiduciosi. Pur in assenza di certezze, i medici tendono a non presentare un quadro preoccupante. Purtroppo non esistono ancora terapie capaci di curare la malattia di Creutzfeldt Jacob, la cui evoluzione è rapida e progressiva. Basti pensare che il 90 per cento dei pazienti muore entro un anno e i casi di sopravvivenza superiore a due anni sono eccezionali. L´incidenza della sindrome di Creutzfeldt-Jacob è inferiore a 1 caso su ogni milione di abitanti.
Maurizio Vezzaro
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