![]() Articolo da "La Repubblica" del 21 gennaio 2003. |
Arrestate nel Salernitano 12 persone. Coinvolti 3 veterinari Vendevano carne infetta in trappola i camorristi IRENE DE ARCANGELIS La lista dei reati commessi dall´organizzazione criminale all´opera nel salernitano va dall´associazione per delinquere al commercio di sostanze alimentari nocive, dalla frode in commercio all´inquietante «diffusione di malattie infettive all´interno del patrimonio zootecnico nazionale». I cervelli dell´organizzazione (Gennaro e Giuseppe Carusone, parenti stretti di un capoclan oggi detenuto) «rastrellavano» tutti gli animali tra Campania e Puglia che non potevano essere venduti perché infetti. Quali? Quelli malati di brucellosi e di patologia vescicolare suina, per giunta curati con forti dosi di antibiotici, anabolizzanti e cortisonici dannosi per la salute umana, addirittura mortali per persone anziane e debilitate. Oppure animali «addormentati» - morti, nel gergo criminale - che venivano comunque macellati e venduti. Un grosso affare, reso possibile in parte grazie alle «forniture» dei macelli clandestini, in parte per la disponibilità di allevatori regolari che svendevano i bovini morti. L´organizzazione criminale era tutelata anche nell´aspetto burocratico, avendo messo in busta paga anche tre veterinari. Toccava a loro certificare la salute dei bovini. Un mercato in spregio della tutela della salute, al punto di sostituire - in occasione di esami di laboratorio - le feci di un capo malato con quelle di uno sano. Animali che, una volta macellati clandestinamente (è stato anche trovato, a Pagani, il «cimitero» dei bovini, una vera e propria discarica di ossa e rifiuti organici), finivano nelle macellerie della provincia di Salerno. I carabinieri ne hanno sequestrate quattro, altre venti sono state controllate. Ogni anno finivano sui banconi mille animali infetti. |
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