Articolo da "La Repubblica" del 2 settembre 2005

Londra, ricerca pubblicata da "The Lancet": i resti nei mangimi
"Dai cadaveri nel Gange il morbo di mucca pazza"
Gli alimenti importati in Gran Bretagna in vent´anni sarebbero stati veicoli di contagio

LONDRA - Il morbo della mucca pazza sarebbe stata importato in Gran Bretagna, luogo di prima diffusione in Europa, attraverso alimenti per animali originari dell´Asia meridionale, e comprendenti resti umani ripescati nel fiume Gange, in India, secondo uno studio di due ricercatori britannici che verrà pubblicato domani sulla rivista "The Lancet". Tali esportazioni, destinate all´alimentazione animale o alla fabbricazione di concimi - affermano gli studiosi, esperti di veterinaria e di sanità pubblica - cominciarono negli anni ‘50 e durarono fino agli anni ‘70. Questi prodotti avrebbero contenuto resti di corpi umani - ossa e altri tessuti - in parte calcinati, per effetto delle cerimonie funebri di cremazione secondo la tradizione indù, e recuperati nelle acque del Gange. Tali resti avrebbero potuto essere contagiati dall´agente patogeno del morbo di Creutzfeldt-Jakob (Cjd), malattia umana simile all´encefalopatia spongiforme bovina (Bse, il morbo della mucca pazza).

La Bse è stata individuata tra i bovini britannici alla fine degli anni ‘80 e gli scienziati ritengono generalmente che si sia diffusa, per via alimentare o di trasfusioni di sangue, agli esseri umani, sotto forma di nuova variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob (vCjd).

Si riteneva finora che il morbo della mucca pazza potesse avere origine in mangimi per i bovini contenenti resti di ovini malati di scrapie, un altro morbo letale caratterizzato da gravi sintomi neurologici, simili alla Bse. Scrapie, Bse e Cjd (come pure la variante vCjd) sono malattie causate da proteine cerebrali che si trasformano in agenti infettivi.

«Le teorie esistenti sulle cause originarie della Bse, non le troviamo convincenti», ha detto in un´intervista il professor Alan Colchester, dell´Unversità del Kent, autore della ricerca assieme alla figlia Nancy, dell´Università di Edimburgo. «Abbiamo individuato il fatto che grandi quantità di sostanze per l´alimentazione animale importate giunsero in Gran Bretagna nel periodo in cui si manifestò per la prima volta la Bse, e la più grande fonte di approvvigionamento per il Regno Unito era nel subcontinente indiano», ha aggiunto.

Il professo Colchester ha ricordato che in India era pratica corrente abbandonare nei fiumi cadaveri e carcasse di animali, e che, trascinati a riva, i resti venivano spesso recuperati da raccoglitori di ossa. La teoria di Alan e Nancy Colchester rovescia in qualche modo il meccanismo patogenetico della Bse, sostenendo che in origine sarebbero stati gli esseri umani a infettare i bovini, trasmettendo loro tramite i mangimi contagiati l´agente del Cjd e ricevendolo poi modificato come nuova variante; e non viceversa.

I Paesi europei più colpiti dalla vCjd, comparsa verso la metà degli anni novanta, sono stati la Gran Bretagna, con 157 casi, e la Francia, con 14. Tutti letali.

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