![]() Articolo da "La Repubblica" del 15 gennaio 2003. |
Quattromila capi sospetti nel mirino dei Nas: ventiquattro indagati In trappola gli allevatori delle mucche fantasma Riscuotevano i premi per la macellazione di animali che non esistevano oppure erano già stati uccisi ELSA VINCI Mucche fantasma e finti allevatori. Macelli con l´indirizzo di condomini privati, come quello trovato in provincia di La Spezia. Un´operazione ricca di sorprese quella ordinata dalla procura di Massa Carrara, che ha avviato un´indagine su un´azienda della provincia che avrebbe imbastito un traffico di animali con la Francia. La scorsa settimana sono stati sequestrati 2 milioni di passaporti di bestie all´anagrafe bovina di Teramo, il servizio informatizzato di raccolta dei dati anagrafici di ogni mucca nata o importata in Italia. Poi sono partite le verifiche in ottanta province su tutto il territorio nazionale. Al momento sono rimaste fuori soltanto la Val d´Aosta, Reggio Calabria, Cosenza e Catanzaro. I Nas, che hanno svolto ispezioni anche nelle Asl, stanno verificando se i documenti delle mucche, dal 1999 al novembre del 2002, corrispondono alle bestie. Finora sono state fatte perquisizioni in 550 allevamenti e 18 macelli, controlli su 16 mila bovini. Le indagini hanno dimostrato che il passaporto o il marchio auricolare con i codici dell´animale vengono riciclati per due, tre bestie diverse. E in moltissimi casi non ci sono neppure. Irregolarità sono emerse pure all´anagrafe bovina, si sta verificando se si tratta di errori di trascrizione o c´è dolo. Carni clandestine a tavola? «La peste non è tra noi» rassicura il colonnello Stefano Ortolani, alla guida del Nas dell´Italia centrale. «I traffici in Europa esistono - ammette - Purtroppo quattromila mucche fantasma sono tante e i sospetti diventano legittimi. I cento capi sequestrati ci preoccupano ma, nessun allarme, rappresentano una percentuale minima».
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