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PAZZI!!
![]() Articolo da "Il Manifesto" del 16 novembre 2002 |
L'eurorilancio di Mucca pazza Incredibile: le nuove direttive della Ue rimettono gli scarti animali nei mangimi destinati ai bovini. E li tolgono dai fertilizzanti, costringendo così gli agricoltori a usare quelli chimici, importati ALBERTO D'ARGENZIO «Ho delle grosse perplessità - è il giudizio di Massimo Castagnaro, professore di patologia veterinaria all'Università di Padova - mi sembra strano che effettivamente si torni indietro sulla questione della farine di carne, un mezzo così importante di diffusione della Bse, se non l'unico. Utilizzare farine di carne di pecora per i bovini mi sembra una cosa abbastanza strana. Il regolamento prescrive che vengano tolti gli organi a rischio ma se l'operazione è abbastanza semplice nei bovini, in cui la Bse colpisce cervello e midollo, nella pecora è molto più difficile. Negli ovini i tessuti infetti dalla scrapie non sono così facilmente selezionabili: la letteratura indica che ci possono essere moltissimi tessuti infetti. Mi sembra molto strano permettere di riutilizzare i resti della pecora per l'alimentazione animale ma l'articolo 22 parla chiaro, è preoccupante». Secondo il docente universitario la ragione per cui si ritorna indietro è probabilmente quella di smaltire le ingenti quantità di rifiuti animali prodotti. «Distruggendoli con l'inceneritore in realtà si inquina molto di più, ma anche così non vedo come da un punto di vista sanitario si possa tornare ad affrontare dei rischi potenzialmente tanto elevati». Dietro al voltafaccia potrebbero però esserci motivi ancor più prosaici. La normativa avrebbe dovuto infatti limitare l'utilizzo delle farine animali per la zootecnia e facilitare invece il suo uso in agricoltura come fertilizzante. «Però in agricoltura - assicura Marino Perelli, agronomo ed editore della rivista Fertilizzanti - diminuisce il valore di mercato delle farine animali. In questo settore sarebbero dovute entrare in competizione con gli altri concimi organici ad un prezzo ben inferiore di quanto offre l'industria dei mangimi per animali». A danno si somma danno. «Se non si può utilizzare un concime organico valido come le farine animali bisognerà utilizzarne uno chimico. E così oltre a non tutelare per due volte la salute non si tutela nemmeno l'agricoltura e l'industria europea dei concimi. La Ue non produce fertilizzanti chimici, li importa dalla Norvegia, dalla Russia, dal Nord Africa, dai paesi arabi. C'è un divieto intelligente nel decreto, cioè quello di vietare l'uso dei concimi di origine animale, le farine di carne, sui pascoli: una cosa utile per prevenire eventuali infezioni secondarie negli animali. Ma oltre a ciò interviene in maniera francamente poco comprensibile, permette l'alimentazione con farine animali ma crea grossi ostacoli all'uso del letame, considerato potenzialmente pericoloso. Cioè non si guarda a 3.000 anni di storia dell'agricoltura e alle conclusioni scentifiche che hanno escluso la presenza di prioni nel letame». Mentre sono ben presenti nei resti di pecora. |
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