Iperstrategie
Contro la gerarchia
Quali finalità deve avere una teoria neurobiologica?
Una teoria scientifica
sul funzionamento
del sistema nervoso
è fondamentale
per un movimento politico
che si ponga il problema
della convivenza intraspecifica
della specie umana
in una società liberata
dal potere e dalla coercizione.
La migliore teoria in questo campo
è stata formulata dal biologo francese
Henri Laborit
(1914-1995)
|
|
"In ogni caso, quando si comprende che gli uomini si uccidono a vicenda per imporre il proprio dominio o abbattere quello che li opprime, si è tentati di concludere che la malattia più pericolosa, per la specie umana, non è rappresentata né dal cancro né dalle affezioni cardiovascolari, come si tenta di farci credere, ma, assai semplicemente,
dal concetto di gerarchia,
di ogni forma di gerarchia."
(Laborit: la Vita Anteriore pag. 55)
|
|
|
|
26/06/04
Controllo della paura
Nel cervelletto il ricordo della paura
Cè una proteina che ne tiene traccia
La paura, come il dolore, è un meccanismo di difesa che ci aiuta a prevenire pericoli e situazioni peggiori, ma può anche essere una malattia che fa vivere in uno stato di eterna ansia. Negli esperimenti condotti sui ratti è noto che suoni associati a leggere, ma fastidiose, scosse elettriche vengono memorizzati, dopo una fase di apprendimento, come una "lezione di pericolo"; successivamente, anche il solo suono induce negli animali uno stato di paura e di ansia.
La formazione dei ricordi associati ad eventi traumatici è mediata da una struttura posta nella profondità del nostro cervello e che l'uomo ha ereditato dai rettili, l'amigdala: quest'ultima regola gli stati emotivi di paura ed ansietà, mentre alterazioni della sua funzione inducono patologie quali attacchi d'ansia, depressione ed autismo
|
|
|
|
|
Le mani sulla mente
Cosa cercano?

Situazione preoccupante
|
|
|
|
|
La Montalcini
"In questi ultimi decenni è stato affrontato il problema di indagare il binomio cervello-mente. Il cambiamento di rilievo, rispetto al passato, è stato quello di rinunciare ad affrontare il problema nella sua terribile complessità. Non ci poniamo più domande sulla natura della mente, del pensiero e così via. Il problema è stato disarticolato nelle sue più semplici componenti, più affrontabili con la sperimentazione."
Rita Levi Montalcini , Newton, marzo 2001, n.3
Commento di ecologiasociale.org
E pensare che tutto questo viene affermato ...
... "per evitare che la specie umana distrugga sé stessa"
Questo riduzionismo neurobiologico ci sembra in linea con l'altro riduzionismo derivante dall'immaginario epistemologico prodotto dalla cultura informatica che sta velocemente sostituendo la realtà naturale con la realtà virtuale.
Tutto ciò è molto pericoloso !
E' singolare il fatto che noi ci stiamo ponendo lo stesso problema (l'autodistruzione) ma ragioniamo in modo completamente opposto. La nostra convinzione è che i mezzi teorici per salvare il pianeta siano già maturi. Quello che manca è la lucidità intellettuale per indicare concretamente le cose da fare. A questo scopo, non serve un programma di ricerca neurobiologica ma l'orientamento mentale (la Weltanschaung) per "vedere" la via d'uscita dal labirinto del potere in cui tutti ci troviamo: se non la troviamo ci aspetta l'impazzimento generale e l'autodistruzione.
Attualmente l'accumulazione di altra "conoscenza pura", oltretutto ricavata con metodi riduzionisti, non è solo inutile ma realmente controproducente e pericolosa.
Lucchetto ai cervelli?
Oggi l'impegno degli scienziati dovrebbe essere esclusivamente indirizzato alla correzione degli errori accumulati in passato; errori che in maniera sistemica si propagano fra le varie discipline, sempre più settorializzate nella ricerca ma sempre più interagenti nelle tecnologie di manipolazione e di sfruttamento.
C'è un "prione"
della "scienza pazza"
che si aggira nella mente degli scienziati ?
|
|
start ecologia sociale 2001
|
|
|
Links/Temi
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|