dumbles

8 MARZO 2006
DIVERSE ANCHE PER COLPA (O MERITO) DI UNA DOPPIA X


Vogliamo e dobbiamo essere uguali di fronte alla legge, alle opportunità di lavoro, ai diritti e alla carriera. Uguali come esseri umani. Però siamo un po' diversi.... Dobbiamo accettarlo anche nell'ottica di un nuovo femminismo e utilizzare ciò che la scienza ci insegna per una nuova medicina "di genere".
"Prima che uomini o donne, siamo animali, e prima ancora esseri materiali composti di molecole", ricorda Edoardo Boncinelli, uno dei più noti esperti italiani di studi sul cervello. Non solo il nostro corpo (nell'era delle donne-veline come dimenticarsene), ma anche il cervello è sessuato.

Come si determina il nostro genere e quello che siamo? La differenza sta tutta (o quasi) nei cromosomi. Nell'uomo sono presenti 46 cromosomi: 23 di origine paterna e 23 materni, di questi 22 sono simili e detti autosomi, mentre il 23° rappresenta il cromosoma sessuale X o Y, responsabile indiretto della diversità tra uomo e donna.
Le differenze tra noi provengono quindi solo dalla presenza nell'individuo maschio di un cromosoma Y, che contiene il gene determinante il sesso, e a partire dal quale si svilupperà l'apparato genitale dell'uomo. Tutte le differenze tra il fenotipo maschio e femmina, compresi certi aspetti dell'anatomia cerebrale, sono dovute perlopiù all'azione degli ormoni sessuali prodotti dalle gonadi. Il fatto che l'uomo disponga di un cromosoma Y e un solo cromosoma X, ha come conseguenza che nella donna, che possiede invece due cromosomi X, questi doppi geni X siano compensati, disattivando in tutti i tessuti dell'organismo uno dei due cromosomi X. Il gene che determina il sesso si chiama SRY e trasforma l'embrione in un maschio. Ricordate Jurassic Park? L'idea era di avere tutti dinosauri femmina, per evitare la loro espansione ‘naturale'; una cosa facile: di fatto, la scelta automatica di un embrione, se non intervenisse SRY, sarebbe di essere donna.

L'Y e l'X hanno iniziato a differenziarsi circa 300 milioni di anni fa e continuano ora. L'uomo sapiens più antico risale a 100 mila anni fa, la donna a 150.000. Abbiamo 50 mila anni di evoluzione a nostro vantaggio! Attualmente il cromosoma X ha circa 10 volte più geni che un Y, dal quale sono stati eliminati via via tutti i geni che non sembravano rilevanti all'essere maschio. Sul cromosoma Y... c'è ora assai poco (salvo un gran disordine) dal punto di vista di geni "codificanti", e fa produrre solo una trentina di proteine sulle decine di migliaia che ci compongono, mentre l'X contiene numerosi geni importanti.
Da uno studio pubblicato tempo fa, emerge che, quando si domanda a donne in menopausa che abbiano ricevuto degli estrogeni, di ricordare una serie di parole o di figure astratte, si rilevano segni di attività cerebrale diversi rispetto a donne che abbiano ricevuto un placebo: è la dimostrazione che gli ormoni femminili modificano il modo in cui l'informazione viene elaborata.
L'estrogeno, poi, protegge le donne dall'Alzheimer. La donna ha una diversa incidenza di certe malattie rispetto all'uomo e risponde diversamente a certi farmaci. È più soggetta al dolore e meno alle malattie cerebrali degenerative. È meno affetta da tumori.

Cromosomi, geni, ormoni? È tutta qui la femminilità? Ovviamente no. Prima, secoli di letteratura e di pensiero filosofico sembrano averci presentato ogni sfaccettatura dell'animo umano, ora la genetica si arroga questo ruolo. E allora? Non potremo mai capire tutto di uomini e donne... anche nell'era "post-genomica". Possiamo però cercare di comprendere le diversità per trattare con uguaglianza. Viva l'8 marzo.

8 marzo 2006