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SCIENZA & TECNOLOGIA
Il testo analizza la maggiore
emotività e il più alto livello di sensibilità tipici delle
donne: può aiutare a comprendere meglio i propri comportamenti
Usa,
un libro sulla "materia grigia"
"Ecco i segreti del cervello femminile"
La
teoria nasce da anni di studi e analisi ma è molto contestata
di PEG TYRE e JULIE SCELFO
La settimana scorsa per la neuropsichiatria
californiana Louann Brizendine e i colleghi una normale riunione di
routine si è trasformata in un'occasione di insegnamento. La
dottoressa Brizendine, che lavora al Langley Porter Psychiatric
Institute di San Francisco, ha ascoltato raccontare da un collega la
storia clinica di una nuova paziente: signora di successo, diventata
madre da poco, lamentava perdita di memoria a breve termine e un'ansia
insistente.
Il medico aveva riepilogato le informazioni: analisi normali, stato
mentale buono, in famiglia non vi erano stati casi di Alzheimer
precoce. I colleghi erano sconcertati, poi la dottoressa Brizendine ha
chiesto: "Allatta ancora?" Il medico ha controllato i suoi appunti e ha
annuito. "E come dorme? Suo marito l'aiuta?". Brizendine ha quindi
spiegato che una donna che allatta è imbottita di ormoni
ossitocina e prolattina, che la rendono più sveglia, meno
interessata al sesso e talora iper-vigile.
Della questione donne e ormoni Brinzedine ha fatto la sua
specialità di medico: da circa 20 anni la dottoressa sta
mettendo a punto quella che ama definire una corrente di psichiatria
tutta al femminile, e si concentra in particolare sulla complessa
interazione tra salute mentale femminile e struttura e chimica
cerebrale.
Il suo primo libro, "Il cervello femminile", uscirà nelle
librerie tra un mese. L'autrice è consapevole che
solleverà polemiche: "So che non è politicamente corretto
affermare una cosa simile, ma credo che le donne percepiscano il mondo
in modo differente rispetto agli uomini".
Per scrivere il suo libro, la dottoressa ha attinto alla sua ricca
esperienza clinica e a migliaia di ricerche e di studi. Per alcuni le
conclusioni alle quali è pervenuta risulteranno ovvie, per altri
suoneranno come un'eresia: Brizendine discute le ragioni biologiche che
fanno sì che le bambine si sentano maggiormente attratte dalle
bambole che dalle macchinine, descrive le ragioni neurologiche in
virtù delle quali le donne pensano al sesso meno degli uomini,
ma spiega che istintivamente, volendo far nascere bambini geneticamente
migliori, possono avere molte più relazioni extraconiugali dei
mariti.
Idee destinate ad accendere controversie tra dottori e sociologi che
reputano i libri come il suo destinati a rafforzare stereotipi sessuali
di vecchio stampo. Secondo coloro che criticano Brizendine esaminare i
presupposti biologici della differenza tra i sessi è superfluo,
perché non ce ne sono molte.
Ma la dottoressa non è d'accordo: 53 anni, studia la relazione
fra il cervello femminile e gli ormoni dai tempi
dell'università. Dodici anni fa ha aperto una clinica che oggi
cura circa 600 donne l'anno con terapia ormonale sostitutiva,
psicofarmaci e terapia comportamentale cognitiva. Oggi si avvale anche
di moderne tecniche di indagine neurologica e in neuroendocrinologia,
che hanno iniziato a fornire dimostrazioni di come le donne e gli
uomini usano differentemente il loro cervello.
I risultati che ottiene da queste indagini scandalizzano alcuni suoi
colleghi, ma lei resta imperturbabile: l'autunno prossimo è
intenzionata a ingrandire la sua clinica per accogliere anche le
adolescenti oltre alle donne. Predice che a differenza delle donne di
oggi, quelle della prossima generazione non daranno per scontato che la
differenza di cervello tra i due sessi implichi necessariamente
inferiorità.
(Copyright Newsweek - La Repubblica. Traduzione di Anna Bissanti)
(24
luglio 2006)
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