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La pedagogia della Libertà
Essa comprende quell’insieme di atteggiamenti e di comportamenti che aiutano un individuo ad essere se stesso, a realizzare pienamente la propria personalità, a progredire secondo le proprie linee evolutive. Il processo educativo è, dunque, fondato essenzialmente sui rapporti interpersonali, delicati e difficili, non inquadrabili in uno schema di prescrizioni, di regolamenti, di orari.

Attualmente la finalità della scuola, è quella di perpetuare - senza traumi - la società esistente .Estremizzando tale ragionamento Illich conclude che: "[…] non vi è alcuna ragione per continuare nella tradizione medioevale secondo la quale gli uomini sono preparati all’ingresso nel mondo mediante la segregazione all’interno di sacri recinti, siano essi un monastero, una sinagoga o una scuola […]." In altri termini, come direbbe Marcuse, l’educazione tende a fare in modo che l’uomo viva liberamente la propria mancanza di libertà.

Secondo Stirner l'individuo deve far dipendere la conoscenza e le credenze dai suoi bisogni e desideri; ciò farà la differenza tra "uomini liberi" ed "uomini educati"; allo stesso modo L. Tolstoj aveva evidenziato la differenza che c'è tra "educazione" e "cultura".

Negli anni '50 e '60 sono le "free schools" ed in particolare l'esperienza di Summerhill, dove si è cercato di costruire un ambiente adatto all'autosviluppo dell'individuo.

Esponente delle "free schools" è P. Goodman, che porta avanti anche un discorso di decentralizzazione, a tutti i livelli, delle strutture urbane e tecnologiche, in netto contrasto con quella che lui chiama "compulsory Miseducation" (La diseducazione obbligatoria) operata nella scuola tradizionale, dove l'individuo viene vistato, classificato, abilitato e poi restituito alla società.

Goodman suggerisce che in alcuni casi si faccia a meno anche delle aule e si preferiscano i luoghi autentici della vita quotidiana - strade, negozi, musei, fabbriche ecc. - e che si faccia anche a meno degli insegnanti poichè una persona che svolge un determinato lavoro è sicuramente più in grado di spiegare le cose di quanto possa fare il "tuttologo" in classe.

Poiché - come direbbe Bernardi - l’educazione è un rapporto - e non un’azione esercitata da una persona su un’altra - l’educatore è anche educando. Il rapporto interpersonale crea di per sé una reciprocità perciò -per quanto paradossale possa sembrare - l’educatore viene, a sua volta, educato.

L’educatore come parte "attiva" e l’educando come parte "passiva" sono incompatibili con l’educazione poiché chi ritiene di poter influenzare lo sviluppo di un’altra persona senza esserne influenzato è un prepotente. Non un educatore !!!!!!.

Se l'educazione statale sarà sfruttata per sostenere il patriottismo ed il potere politico ed economico dello Stato, lo scopo del collettivo Makhno sarà :(come direbbe Ivan Illich)

"Descolarizzare la società"!!!!!!!

Collettivo Studenti Libertari "Makhno"