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Materiale iper-concreto per costruire il "mondo possibile": (idee a ruota libera in cerca di ipertesto) Ogni individuo sarà anche "unico e irripetibile"; il mondo sarà anche "bello perchè e vario" però questo oramai non giova per uscire dagli stereotipi sociologici e per evitare l' omologazione culturale galoppante. Il "dopo Manhattan" ha portato a galla la realtà della società odierna: l'azzeramento della capacità di pensiero critico degli "occidentali" oramai totalmente imbevuti nell'ontologia consumista, schierati in difesa del "dio denaro" e di questo sistema energivoro, rapinatore e sanguinario. Certo non tutti si sono rincoglioniti con "il grande fratello", non tutti hanno venduto l'anima al petrolio. Esiste un vasto movimento di lotta e resistenza che in tutte le manifestazioni urla importanti principi unificanti come "un altro mondo è possibile", "un altro mondo è necessario". Pur nella loro genericità, questi principi costruttivi, sono senz'altro apprezzabili ma ciò che deve preoccupare è che la mancata articolazione di tali concetti provocherà la loro degradazione a semplici slogan destinati con il tempo a passare di moda. Se le centinaia di migliaia di persone che si sono mobilitate nel 2001 in italia, (in europa, nel mondo..) sui temi della globalizzazione, contro la guerra , nelle fabbriche e nelle scuole, avessero le idee un pò più chiare e concrete sulle cose da fare allora il "mondo possibile" sarebbe un pò meno lontano. Il fatto è che le idee in circolazione sono veramente poche e anche quelle poche decisamenmte vecchie e impotenti di fronte alla aggressività dei sistemi di dominazione. Probabilmente visto che i "nuovisti" alla Bifo o alla Oriana Fallaci sembrano essere contaminati dal liberal-americanismo, qualcuno penserà che è meglio restare fedeli ai vecchi schemi piuttosto che perdersi nel nulla. Per contro, ulteriore elemento di distorsione è pur sempre la vecchia regola secondo la quale chi è piu "estremo" nell'attacco al potere, può anche imporsi in termini di legittimazione auto-referenziale e farsi beffe degli altri. Di conseguenza le energie dei movimenti e degli individui continuano a disperdersi nei labirinti dei tradimenti, della miopia politica, degli avventurismi e delle competizioni neo-egemoniche nella fattispecie provenienti principalmente dalla "vecchia sinistra", mascherata con nuove denominazioni ma priva di metodi e contenuti innovativi L'arte più difficile in un movimento collettivo è coniugare spontaneità ed organizzazione. L'arte più difficile in una società organizzata è coniugare libertà e necessità. Dobbiamo sviluppare un modello di liberazione estendibile a tutto il pianeta cioè a tutti gli effetti pensare alla costruzione di un altro "mondo possibile" con tutte le particolarità che le determinazioni storiche ci impongono. Pare evidente che questo mondo non può crescere in nessuno dei sistemi politici e socioeconomici esistenti senza metterli radicalmente in discussione. D'altra parte, forse è meno evidente, ed anche per questo va affermato con particolare forza, che i sistemi di pensiero politico nei movimenti sociali esistenti (occidentali) sono anch'essi insufficienti per dare effettiva credibilità ad un progetto di trasformazione sociale adatto a questa nuova era. Queste semplici premesse ci servono da introduzione per iniziare l'elaborazione di un nuovo fondamentale ipertesto di questo sito, che chiameremo "l 'iper-realtà libertaria". con lo scopo di gettare le basi per lo sviluppo di un movimento radicato e permanente in grado di controllare localmente tutte le variabili della realtà de-evolutiva in cui oggi stiamo vivendo e costruire il modello virtuale della iper-realtà futura che, siamo sinceri, non corrisponderà molto alle utopie di stampo ottocentesco anche se dovrà mantenere ad esse un indispensabile ancoramento ontologico. Certo il concetto di iper-realtà ha avuto fino ad ora una valenza essenzialmente negativa ma l'intuizione ci dice che è proprio del mondo iper-reale che dobbiamo appropriarci e che lì possiamo essere più forti. Per esempio possiamo modulare il concetto di iper-realtà a seconda della "scala" in cui esso viene applicato. Scala microscopica (locale). Lo scopo è quello di fare la radiografia dettagliata del sistema di dominio così come è effettivamente e puntualmente strutturato sul territorio e di ricostruirne le micro-mappe ipertestuali che ne enfatizzino e ne rendano intellegibile la struttura. Questo deve essere opera dei video attivisti locali che hanno capito le priorità del loro lavoro: combatti la globalizzazione digitale: afferma il tuo luogo nel globo. Naturalizza la vita, digitalizza il potere. Scala macroscopica (globale). Lo scopo è quello, crediamo comune a tutti i movimenti antagonisti, di creare attraverso la pratica politica specifica, i media indipendenti e i nuovi mezzi di comunicazione, un movimento in grado di contrapporsi efficaciemente al potere Statale e al neo-capitalismo devastante. |
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Messa in rete il 31 dicembre 2001--1 gennaio 2002. |