No all'inceneritore news 18 marzo 2004
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Commento
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Una assemblea indetta dal Sindaco che aveva fatto occupare tutti i primi posti a sedere dalla sua "claque".
In realtà Turello e i suoi tecnicupoli da strapazzo hanno fatto una magra figura. Per tutta la durata dell'assemblea si sono levati interventi di protesta contestazioni e battute a carico del Sindaco e di Turello che ne sono usciti molto male.
L'articolo del MV invece che una cronaca dei fatti è praticamente un comunicato stampa della Kometa di Turello.
Più fedele allo svolgimento della assemblea è invece l'articolo del Gazzettino.

Messaggero Veneto

GIOVEDÌ, 18 MARZO 2004
Pagina 17 - Udine

Sono i vantaggi che potrebbero derivare dalla realizzazione dell’impianto a Nogaredo: se ne è parlato in un’assemblea pubblica


Inceneritore, 40 nuovi posti


San Vito al Torre: energia a costi ridotti per le aziende Al Comune verrebbero corrisposti 150 mila euro l’anno

SAN VITO AL TORRE. Non solo non sarebbe nocivo e inquinante, ma porterebbe anche indubbi vantaggi alla comunità di San Vito al Torre. E' questa, in sintesi, la posizione di Alessandro Turello, amministratore unico della società Kometa che ha avanzato richiesta per la costruzione di un termovalorizzatore (con annessa piscina terapeutica) nella zona industriale di Nogaredo. Turello è intervenuto martedì all'assemblea pubblica sull'argomento.


«Ho cercato -spiega- di fornire alla gente tutti gli elementi che possano tranquillizzarla circa la sicurezza dell'impianto e le possibili conseguenze su ambiente, abitanti e attività produttive. Questo tipo di impianti è assolutamente sicuro. Le norme vigenti infatti impongono parametri decisamente più ristretti di quelli previsti per le attività normalmente insediate nelle nostre zone industriali». A testimonianza di ciò, viene citato il caso del termovalorizzatore di Trieste che dista soltanto 500 metri dagli abitati e nei cui pressi sorgono oltre 40 aziende alimentari.

Sempre in tema di sicurezza e ambiente l'ingegnere Turello limita il numero di mezzi pesanti che l'inceneritore potrebbe portare nel comune a 2 o 3 camion all'ora e soltanto nelle ore diurne. A breve inoltre i mezzi dovrebbero servirsi della nuova bretella e quindi non toccherebbero i centri abitati. Quanto alle sostanze nocive, Turello replica: «Gli studi di previsione delle concentrazioni al suolo evidenziano, nelle condizioni peggiori, un lieve aumento di inquinanti al suolo entro un raggio di 500-800 metri».

Ma quali sono i vantaggi che potrebbe trarre la comunità di San Vito da quest'insediamento? Spiega Turello: «Oltre al fatto che la presenza di un impianto destinato all'utilizzazione del Cdr (combustibile derivato dai rifiuti) eviterà l'approvazione di discariche nel territorio di San Vito, vi saranno altri indubbi vantaggi, a cominciare dai 30-40 nuovi possibili posti di lavoro. Le aziende della zona industriale di San Vito e Palmanova potranno avere energia elettrica e termica a prezzi particolarmente bassi; questo ovviamente attirerà imprenditori nell'area. Anche l'attività agricola potrà trarre vantaggio dalla disponibilità di energia termica a basso costo da utilizzare per riscaldare serre o direttamente il terreno (vedi coltivazione degli asparagi). Il Comune inoltre avrà un contributo annuo che inizialmente potrebbe aggirarsi attorno ai 100-150 mila euro. Questo senza contare che la piscina terapeutica potrà mettere a disposizione degli anziani e delle persone con difficoltà motorie e respiratorie un centro benessere idroterapeutico con piscina riscaldata».

Monica Del Mondo

Il Gazzettino

Giovedì, 18 Marzo 2004

SAN VITO AL TORRE Assemblea per spiegare l’ aspetto tecnico relativo al progetto del termovalorizzatore

Inceneritore, la gente si ribella

Non hanno convinto le risposte degli esperti: restano i timori per possibili inquinamenti


San Vito al Torre

Almeno 150 persone hanno partecipato all'assemblea popolare voluta dall'amministrazione comunale per conoscere l'aspetto tecnico sul termovalorizzatore che dovrebbe essere realizzato nella frazione di Nogaredo al Torre. In apertura il sindaco Fabrizio De Marco ha giustificato la necessità di dare chiarimenti alla popolazione poichè finora - a suo dire - le informazioni sono state strumentalizzate e banalizzate: «Hanno parlato tutti meno che i tecnici, nulla è ancora stato deciso, in quanto è in fase di studio da parte dell'Università di Udine l'impatto ambientale che comporterebbe questo nuovo sito». Poi se l'è presa con i siti «inquinanti» dei comuni limitrofi citando fra gli altri, la discarica di Trivignano che da 250mila è passata a un milione di metri cubi, fino alla discarica di Tapogliano, di prossima realizzazione. Affermazioni che si sono rivelate un boomerang. Subito c'è stato chi ha urlato: «E allora, ne facciamo un altro?».È toccato poi all'amministratore unico della Kometa srl, ditta progettista e ad altri tre consulenti spiegare le caratteristiche del progetto. A cominciare dalla piscina terapeutica, fino al tele-riscaldamento e all'energia a basso costo. Ma l'interesse della platea era rivolto all'inceneritore al suo potenziale inquinante. Turello ha affermato che le fuoriuscite inquinanti sarebbero più basse di quelle di una fabbrica che produce vernici o affini. Immediata anche in questo caso la polemica: «La diossina - ha detto uno dei presenti - c'è o non c'è; e quando c'è, come in questo caso, è inquinante».Poi un'altra raffica di domande: «Perché la realizzazione del termovalorizzatore non è stata prevista vicino a Tolmezzo, luogo dove si produce il "pulper", scarto di cartiera e uno dei materiali che darebbe energia al generatore, evitando così lunghi trasporti? E come mai le spiegazioni sono arrivate ben otto mesi dopo essere stata data la concessione edilizia? Come faranno i tanti agricoltori della zona a garantire ai propri consumatori un prodotto di qualità? Perché non è stato chiesto il parere degli industriali della zona, visto che dovrebbero essere i beneficiari del risparmio energetico? Ora che il comune ha firmato l'unico atto di sua competenza, che chance ha la popolazione di opporsi? Ci sarà un referendum? Perché creare un sito che produce energia elettrica quando la Caffaro a Torviscosa ne produrrà già a sufficienza per tutti?»Le risposte non hanno convinto i partecipanti ed il sindaco ha sostenuto che comunque non è detto che l'impianto si farà. Ma dalla sala è giunto un monito: la questione e il modo in cui è stata affrontata non saranno dimenticati durante la campagna elettorale del 13 giugno.

Livio Nonis