| L'inizio della storia |
7 dicembre 2000
da il Piccolo
Lannuncio è stato dato ieri a Gorizia dal responsabile degli Interni Bianco che ha così definito i «capolinea» dellimmigrazione clandestina
A Trieste e Gradisca i centri daccoglienza
Un volo in elicottero per conoscere il «passaggio a Nord-Est» di migliaia di disperati
GORIZIA - I tre elicotteri appaiono nel cielo grigio di Gorizia un paio di minuti dopo le 10. Alle 10.07, poi, si stagliano in formazione sopra il valico della Casa Rossa. Davanti, quello blu scuro dei Carabinieri, quindi quello bianco-azzurro della Polizia, a chiudere quello giallo-verde della Guardia di Finanza. Il ministro degli Interni Enzo Bianco, che siede al fianco del Capo della Polizia Gianni De Gennaro, osserva dallalto questo confine varcato clandestinamente ogni notte da decine e decine di disperati senza documenti delle etnie più disparate. Curdi e romeni, ucraini e afghani, iraniani e bengalesi, serbi e turchi che proprio lì, a un passo dalla Casa Rossa, alla caserma Massarelli, una volta rintracciati vengono identificati e muniti dei decreti di espulsione o di respingimento in Slovenia. |
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7 dicembre 2000
da il Piccolo
GRADISCA - Era stata abbandonata tre anni fa. Ma nei suoi lunghi anni di vita, la caserma Ugo Polonio, in via Udine a Gradisca, aveva ospitato fino a 1500 uomini. Tra gli ultimi battaglioni che vi avevano avuto sede, il Nembo. Poi, nel 1997, la dismissione. Ma allinterno le strutture sono ancora in buono stato. Ed è stato proprio questo uno dei particolari che hanno spinto il Ministero a scegliere la «Polonio» come sede del centro di prima accoglienza per i clandestini. Scartate le ipotesi Lucinico e Fogliano in quanto le caserme prese in esame necessitavano di troppi lavori di sistemazione, sono stati sufficienti pochi sopralluoghi a Gradisca per far scegliere la «Polonio».
Fra meno di un mese lapertura.
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CPT di Gradisca.
Un lager e una truffa; da 10 milioni di euro
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Diffida
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Spett. Sig. Sindaco del Comune di Gradisca d'Isonzo Franco Tommasini
Oggetto: costruzioni e ristrutturazioni prive di concessione edilizia
presso la ex caserma "Ugo Polonio". DIFFIDA.
Con la presente il sottoscritto De Toni Paolo residente a San Giorgio di Nogaro (Ud) in Via Piave 60, appreso che presso la ex caserma "Ugo Polonio" sita in Via Udine nel Comune di Gradisca d'Isonzo, sono in corso d'opera lavori di costruzione e ristrutturazione in ASSENZA DI CONCESSIONE EDILIZIA, riguardanti la realizzazione di un Centro di Permanenza Temporanea per immigrati (CPT);
INTIMA alla Signoria Vostra di far rispettare quanto disposto dalle Legge Regionale n. 52 del 19/11/1991 recante "Norme regionali in materia di pianificazione territoriale ed urbanistica."
In particolare a proposito del muro di cinta di altezza di circa 4 metri, costruito ex-novo, ben visibile percorrendo Via Udine, INTIMA alla Signoria Vostra l'applicazione dell' art 101 della citata legge che al comma 2 prescrive che
" 2. Il Sindaco, accertata l' esecuzione di opere in assenza di concessione, in totale difformità della medesima ovvero con variazioni essenziali, determinate ai sensi dell' articolo 102, INGIUNGE LA DEMOLIZIONE."
Si richiama la stessa norma per qualsiasi altro manufatto od opera creato ex novo all'interno della caserma.
Per quanto riguarda invece eventuali lavori di ristrutturazione, di cui sarà vostro compito verificare le particolarità, ma di cui questa Amministrazione è a conoscenza poiché previsti dagli atti progettuali di cui questo Comune è in possesso in quanto a posteriori forniti dalla Prefettura di Gorizia, si INTIMA alla Signoria Vostra l'applicazione dell'art. 103 che titola "Interventi di ristrutturazione edilizia in assenza di concessione o in totale difformita'" che al comma 1 recita :
"1. Gli interventi di ristrutturazione edilizia eseguiti in assenza di concessione o in totale difformita' da essa SONO DEMOLITI OVVERO RIMOSSI e gli edifici sono resi conformi alle prescrizioni degli strumenti urbanistici edilizi entro il termine stabilito dal Sindaco con propria ordinanza, decorso il quale l' ordinanza stessa e' eseguita a cura del Comune e a spese dei responsabili dell' abuso. "
* Considerato che la LR 52/91, al comma 1 dell'art. 82, stabilisce che: "La concessione edilizia e' rilasciata dal Sindaco, o dal diverso organo competente ai sensi dello statuto comunale, previo parere della Commissione edilizia."
* Considerato che il decreto n. 300 del 6 marzo 2001 del Ministro dell'Interno riguarda solo la pubblicità degli appalti e non la deroga dalla concessione edilizia;
* Considerato che l'ordinanza 3287 del 23/05/03 del PCM è stata fatta d'intesa con le Regioni Veneto. Marche e Liguria;
* Considerato che suddetta ordinanza è stata resa applicabile alla regione Siciliana solo attraverso una ulteriore ordinanza, la 3298 del 03/07/03;
* Considerato che non esiste alcun atto valido per la Regione Friuli VG che deroghi dalla norma per quanto riguarda la concessione edilizia; si ritiene che il Sindaco non possa continuare ad avvalersi di scusanti tendenti a giustificare e coprire una situazione di totale violazione della Legge Regionale 52/91 che invece è obbligato a far rispettare.
Passati inutilmente giorni dieci senza risposta alla presente si procederà con specifica denuncia alla Autorità Giudiziaria
S. Giorgio di Nogaro 4 marzo 2005 In fede |
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6 dicembre 2000
Il Presidente della Provincia Brandolin e il Ministro degli Interno Enzo Bianco
in visita al confine
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la storia del CPT di Gradisca inizia nei primi giorni del dicembre 2000 quando di fronte ad una effettiva emergenza di ingressi dalla frontiere con la slovenia tutte le strutture caritatevoli, repressive, istituzionali e politiche erano in subbuglio. Paradossalmente è il SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) unico ad essersi espressi favorevolmente al CPT, che ha aperto un forum sul suo sito (in cui intervengono praticamente solo loro e qualche politico destrorso) a rieditare in una rassegna stampa dell'epoca, articoli e foto del Piccolo del 7 dicembre e giorni successivi. C'è anche una foto che ritrae Brandolin con l'allora Ministro degli interni l'ulivista Enzo Bianco che visitano il confine. |
Da qui la successione di date eventi e bugie:
Detto fatto il Centro si fa e subito o almeno così sembrava, anche perchè doveva rispondere all'emergenza in atto, ovviamente.
Gli aspetti giuridici
Dopo 15 giorni dalla visita di Bianco è già pronto il decreto
"Con Decreto interministeriale del 22.12.2000 parte della ex caserma Ugo Polonio di Gradisca d'Isonzo è stata individuata quale centro di permanenza temporanea ed assistenza di cui all'art, 14 del Testo Unico 25 luglio 1998 n° 286." (fonte Prefettura di Gorizia)
Ma in realtà il CPT non aprì subito come affermato, perchè probabilmebnte avevano deciso di farci sopra una mangiata, ma i tempi sembravano comunque abbastanza rapidi.
"Con decreto del Ministero dell'Interno n. 300 del 6 marzo 2001 i lavori di realizzazione di suddeto centro sono stati segretati per cui la relativa aggiudicazione è avvenuta in deroga al disposto della legge 11 febbraio n° 109 ricorrendo l'ipotesi prevista dall'art. 33 della stessa legge" (fonte Prefettura di Gorizia)
Si noti bene che sopra si dice che l'aggiudicazione è avvenuta !
Poi del CPT non se ne sa più niente fino al dicembre 2003 quando è RC a sollevare la questione (anche se sarà il Blitz dei disobbedienti del 30 gennaio 2004 a mettere in evidenza che i lavori erano già iniziati).
Come è ben noto nel giugno 2001 sale al potere il governo fascistamafioso del berluska che, stando sempre alla risposta della Prefettura di Gorizia al Sindaco di Gradisca del 30 dicenbre 2004, incomincia ad rioccuparsi del tema ( ma l'emergenza era oramai finita!) e si scopre che:
"Con decreto in data 20.10.2003 del Capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell' Interno è stato approvato il progetto definitivo per suddetto Centro"
Fra le altre cose ci si chiede ma la aggiudicazione dei lavori non era già avvenuta??
A questo punto la questione legale è esposta nella Diffida di cui si produce qui a fianco il testo
Gli aspetti politici
A questo punto ci si potrebbe chiedere: ma praticando queste vie legali è possibile fermare il CPT? Il tentativo era articolato in due fasi. La prima consisteva nello smascherare tutti i partiti che stavano facendo il doppio gioco. La seconda fase, dopo aver dimostrato la verità delle cose, costringerli a supportare l'azione del Sindaco (che ovviamente non ha nessuna intenzione di agire) per il sequestro dei cantieri. Oramai abbiamo la dimostrazione chiara che i partiti, RC e Verdi inclusi, hanno operato per insabbiare questa linea e che anche quelli della "rete", per non ammettere che non aver capito niente del problema per molti mesi, hanno preferito continuare con il tran tran delle riunioni fini a se stesse. Alla fine i disobbedienti, constatato l'ingresso incisivo nel gioco dal parte degli anarchici, hanno deciso che a loro conveniva gestire la sitiuazione in maniera strumentale per rifarsi una immagine pseudo antagonista rendendo però così la situazione già difficile, definitivamente impraticabile.
Se giocata bene era una partita che poteva essere vinta con uno scacco a Pisanu al Berlusca e a tutto il sistema di potere. Però questo non andava bene neanche al centrosinistra già enormemente compromesso anche su questa storia. Come "Coordinamento Libertario Contro i CPT" abbiamo dato una bella lezione a 360° ed anche di concretezza dimostrando "step by step" come si deve agire, sfruttando anche la logica istituzionale e legalitaria senza bisogno di entrarci dentro e legittimarla. Invece è questo errore che stanno facendo gli ex disobbedienti che poi infine l'unica cosa possono realizzare non è quella di vincere le battaglie per il bene di tutti ma di fare i propri interessi: coperti da un finto antagonismo ma perfettamente organici al centrosinistra che poi gli da i contentini (vedi Centri Sociali di Gorizia e Monfalcone).
La strategia "legale" del Coordinamento Libertario si concluderà prossimamente con un nuovo esposto completo alla Magistratura. Sono inoltre in preparazione un Dossier ed una Assemblea pubblica a Gradisca
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