Venerdì, 25 Aprile 2003
SAN GIORGIO DI NOGARO Il consorzio presenta ricorso contro le commissioni tributarie di primo grado

Il Tubone vuole i soldi delle bollette

A favore anche due voti del centrodestra. De Toni denuncia un «patto consociativo»

San Giorgio di Nogaro

Il Tubone non ci sta, rifiuta il giudizio delle due commissioni tributarie provinciali che gli hanno dato torto nei confronti dei cittadini sulle bollette di depurazione e ricorre all´organo regionale. Lo fa nel momento in cui l´assessore provinciale all´ambiente Loreto Mestroni, rispettando gli impegni presi e le aspettative dell´intera popolazione della Bassa, convoca a San Giorgio (martedì alle 10, nella sala consiliare) il tavolo tecnico su tutti gli aspetti del ciclo delle acque.

I precedenti sono noti: 23 cittadini, supportati dal Comitato di difesa ambientale, avevano presentato ricorso contro il pagamento delle bollette in commissione tributaria provinciale dove, pur suddividendo i casi in due udienze diverse, con due presidenti diversi, si era giunti in entrambe le volte alla medesima conclusione: il Consorzio depurazione laguna ha torto.

Giudizio da impugnare secondo il consiglio di amministrazione del Tubone, anzi, della sua maggioranza, perché, mentre contro si sono schierati i leghisti Piasente e D´Andreis, d'accordo nel dare mandato al presidente Gianfranco Turchetti di adire al successivo grado di giudizio si sono espressi non solo i tre esponenti del centrosinistra, ma anche 2 dei 4 rappresentanti del centrodestra: il carlinese Armando Di Nardo e il palazzolese Claudio Braida. Una presa di posizione che può far supporre due cose: o entrambi stanno passando dall'altra parte della barricata (ma questo, secondo indiscrezioni, potrebbe essere vero solo per Di Nardo) oppure esiste un "patto consociativo" contro i cittadini.

Ed è quello che denuncia l´ambientalista Paolo De Toni: «Braida e Di Nardo hanno fatto quadrato attorno al diessino Turchetti. Prendiamo atto che il patto consociativo ha cominciato a restringersi, ma resta comunque in vigore l'asse Ds-Forza Italia, sancito l'anno scorso in casa del forzista Daniele Galasso al momento della nomina del consiglio di amministrazione».

De Toni pone l'accento sulla coincidenza con il tavolo tecnico: «La decisione di impugnare il giudizio a meno di una settimana dalla convocazione del tavolo significa politicamente che il Tubone fa quello che vuole e questa situazione fa peraltro supporre un accordo sotterraneo, o almeno un patto di non belligeranza, fra i candidati sindaci a San Giorgio Paride Cargnelutti e Pietro Del Frate sulla questione bollette, per scantonare questo sentitissimo problema in campagna elettorale e poi lasciare mano libera al consorzio subito dopo le elezioni. Non abbiamo alcun dubbio, invece, che questo tema diventerà dominante sia nelle comunali sangiorgine, sia nelle regionali del Comuni consorziati o convenzionati con il Tubone».

Angelo Miorin