San Giorgio di Nogaro
Il Tubone non ci sta, rifiuta il giudizio delle due commissioni tributarie provinciali che gli hanno dato torto nei confronti dei cittadini sulle bollette di depurazione e ricorre all´organo regionale. Lo fa nel momento in cui l´assessore provinciale all´ambiente Loreto Mestroni, rispettando gli impegni presi e le aspettative dell´intera popolazione della Bassa, convoca a San Giorgio (martedì alle 10, nella sala consiliare) il tavolo tecnico su tutti gli aspetti del ciclo delle acque.
I precedenti sono noti: 23 cittadini, supportati dal Comitato di difesa ambientale, avevano presentato ricorso contro il pagamento delle bollette in commissione tributaria provinciale dove, pur suddividendo i casi in due udienze diverse, con due presidenti diversi, si era giunti in entrambe le volte alla medesima conclusione: il Consorzio depurazione laguna ha torto.
Giudizio da impugnare secondo il consiglio di amministrazione del Tubone, anzi, della sua maggioranza, perché, mentre contro si sono schierati i leghisti Piasente e D´Andreis, d'accordo nel dare mandato al presidente Gianfranco Turchetti di adire al successivo grado di giudizio si sono espressi non solo i tre esponenti del centrosinistra, ma anche 2 dei 4 rappresentanti del centrodestra: il carlinese Armando Di Nardo e il palazzolese Claudio Braida. Una presa di posizione che può far supporre due cose: o entrambi stanno passando dall'altra parte della barricata (ma questo, secondo indiscrezioni, potrebbe essere vero solo per Di Nardo) oppure esiste un "patto consociativo" contro i cittadini.
Ed è quello che denuncia l´ambientalista Paolo De Toni: «Braida e Di Nardo hanno fatto quadrato attorno al diessino Turchetti. Prendiamo atto che il patto consociativo ha cominciato a restringersi, ma resta comunque in vigore l'asse Ds-Forza Italia, sancito l'anno scorso in casa del forzista Daniele Galasso al momento della nomina del consiglio di amministrazione».
De Toni pone l'accento sulla coincidenza con il tavolo tecnico: «La decisione di impugnare il giudizio a meno di una settimana dalla convocazione del tavolo significa politicamente che il Tubone fa quello che vuole e questa situazione fa peraltro supporre un accordo sotterraneo, o almeno un patto di non belligeranza, fra i candidati sindaci a San Giorgio Paride Cargnelutti e Pietro Del Frate sulla questione bollette, per scantonare questo sentitissimo problema in campagna elettorale e poi lasciare mano libera al consorzio subito dopo le elezioni. Non abbiamo alcun dubbio, invece, che questo tema diventerà dominante sia nelle comunali sangiorgine, sia nelle regionali del Comuni consorziati o convenzionati con il Tubone».
Angelo Miorin