Sabato, 30 Agosto 2003
Tubone, appuntamento al Tar

La Regione "dissequestra" l’impianto e gli ambientalisti vanno in tribunale

San Giorgio di Nogaro

Come prevedibile non poteva non avere seguito la notizia della firma posta dall'assessore regionale all'ambiente Gianfranco Moretton, sul decreto che di fatto dà il via libera all'autorizzazione provinciale che il Tubone va da tempo aspettando per tornar ad operare a pieno regime (da febbraio due impianti sono sotto sequestro, parte dell'attività è congelata). Ed il seguito, con tutta probabilità, sarà al cospetto di un tribunale amministrativo. Ad annunciarlo Gianpaolo Chendi, uno dei firmatari assieme ad un nutrito gruppo tra ambientalisti (come Vinicio Collavino presidente regionale Wwf) e consiglieri comunali (Renato Iacumin per Aquileia e Settimo Mareno per Torviscosa), di una lettera in cui appena qualche giorno fa si diffidava la Regione (e non solo) "ad astenersi dal promulgare qualsiasi tipo di provvedimento legislativo o amministrativo - si leggeva - tendente a consentire l'autorizzazione in sanatoria agli impianti tuttora sotto sequestro". In caso contrario i sottoscritti avrebbero avviato, come più volte già fatto, le azioni legali ritenute più opportune. Detto fatto. In mancanza di una presa di posizione comune da parte dei firmatari, è il verde Chendi a dire la sua sulla questione (parole che presumibilmente saranno confermate dagli altri a breve). «Il fatto che sia stato Mauro Travanut a dare la notizia - sbotta Chendi - la dice lunga. Lui è stato garante dei Consorzi in quanto è stato presidente della conferenza dei sindaci della Bassa. Ma questa volta è riuscito a smentire se stesso, visto che durante la campagna elettorale, proprio a Torviscosa il 4 giugno scorso, annunciava che la volontà sua e del suo schieramento era di totale contrarietà ad un ampliamento dell'attività di depurazione del Tubone. Quanto al ruolo di Moretton nella vicenda - continua Chendi - è sentore del fatto che Illy abbia preferito non impantanarsi nella vicenda, sui cui fra l'altro deve ancora esprimersi la magistratura». Infine Chendi preannuncia l'imminente azione legale (minacciata già nella lettera di diffida). «Faremo senz'altro ricorso al tribunale amministrativo contro il regolamento emanato dalla Regione». Per il Tubone, dunque, ancora tempi duri.

Max Tosoni

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