Sabato, 24 Maggio 2003
SAN GIORGIO DI NOGARO Il consorzio perdente davanti alla commissione tributaria anche a Cervignano

Terza sconfitta per il Tubone

I termini di pagamento ridotti da 5 a 3 anni. Le spese di giudizio poste a carico dell’ente

San Giorgio di Nogaro

Terza sconfitta per il Tubone, stavolta sul "campo" di Cervignano, nella partita delle bollette arbitrata dalla Commissione tributaria provinciale. La sentenza pronunciata sui ricorsi di tre cervignanesi (Valerio Giacinto Marra, Franco e Maria Luisa Vigo) è addirittura più restrittiva rispetto alle due che già hanno segnato il trionfo di Paolo De Toni per quanto riguarda San Giorgio di Nogaro e Muzzana. Restrittiva, perché stavolta la commissione stabilisce che la tratta fognaria deve sempre essere considerata tale, anche quando è realizzata su suolo privato (l´oggetto del ricorso dei Vigo), bocciando completamente il regolamento del Tubone «contrastante con quanto dispone l´articolo 42 della Costituzione in materia di proprietà privata».

In più (è il caso del ricorso da Marra) ha stabilito che la decadenza dei termini per esigere il pagamento delle bollette non è di 5 (come invece sentenziato dai casi di San Giorgio e Muzzana), ma addirittura di 3 anni, sulla base di un pronunciamento della Corte di cassazione datato 12 agosto 2002, secondo cui, con l´entrata in vigore del decreto legislativo 258 del 18 agosto 2000, «il corrispettivo di fognatura e depurazione ha natura privatistica e le relative controversie sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, mentre, per il periodo precedente, il canone ha natura di tributo comunale», con termine di prescrizione triennale previsto da un regio decreto del 1931.

Raggiante, Paolo de Toni, non ha dubbi sull´importanza definitiva della sentenza di Cassazione, cui dovranno inchinarsi tutte le decisioni, compreso l´appello alla Commissione tributaria regionale promosso dal Consorzio. «È chiaro - dice - che per quanto riguarda le bollette 1998, 1999 e praticamente anche il 2000, neanche se ne parla, sia di canone di depurazione che di fognatura, mentre per gli anni precedenti il Tubone avrebbe l´obbligo morale di restituire integralmente i cittadini che hanno pagato».

Un danno economico enorme per il Consorzio, cui si associano anche le beffe stabilite dalla nuova sentenza: dovrà rifondere le spese del consulente tecnico d´ufficio e quelle dei ricorrenti fissati in 200 euro a testa. De Toni raccoglie gli allori e, mentre lancia provocazioni ai candidati sindaco Pietro Del Frate e Paride Cargnelutti e regionali Roberto Duz e Tonino Occhioni («Dite cosa ne pensate in proposito»), annuncia un´assemblea pubblica giovedì 29 maggio, all´aperto, davanti al municipio, ribadendo l´urgenza di un nuovo tavolo tecnico.

Angelo Miorin