San Giorgio di Nogaro
Nuova diffida a Provincia e Regione per l'affare Tubone. Poco tempo fa era stato il presidente del Consorzio, Gianfranco Turchetti, a diffidare i due enti territoriali per il pregiudizio economico sofferto (annunciato il licenziamento di 15 dipendenti) a causa dal ritardo con il quale veniva portata avanti la procedura per il rilascio di una nuova autorizzazione all'impianto sangiorgino, tuttora sotto sequestro. Ora sei cittadini (Vinicio Collavino, Gianpaolo Chendi, Renato Iacumin, Settimo Mareno, Giorgio Guzzon e Paolo de Toni), fra i quali spiccano due consiglieri comunali (Renato Iacumin per Aquileia e Settimo Mareno per Torviscosa) hanno inoltrato una lettera di diffida in cui si chiede alla Provincia di "non concedere autorizzazioni in sanatoria agli impianti non autorizzati (l'essiccatore e il chimico fisico) del Consorzio né allo smaltimento di rifiuti liquidi non compatibili (ad esempio i percolati di discarica)", e alla Regione di astenersi "dal promulgare qualsiasi tipo di provvedimento legislativo o amministrativo tendente a consentire l'autorizzazione in sanatoria degli impianti realizzati senza la Valutazione di impatto ambientale".I sei firmatari prospettano anche cosa succederebbe in caso contrario: "qualora i pubblici amministratori procedessero secondo modalità non conformi alla legge - si legge nella diffida - i sottoscritti avvieranno, come più volte già fatto, le azioni legali che si riterranno più opportune".Nella lettera i sindaci dei Comuni partecipanti al Consorzio vengono invitati a rivedere le politiche inerenti allo stesso, adattandolo alle esigenze del territorio (solo ed esclusivamente depurazione delle acque reflue provenienti dalla rete fognaria) e non a farlo evolvere in polo di smaltimento rifiuti provenienti da tutta Italia, con gravi ripercussioni sull'ambiente. Ma non solo. Si chiede ai primi cittadini di intimare al Consorzio l'adeguamento delle tariffe di depurazione alle industrie allacciate ai loro reali carichi inquinanti e di richiedere la restituzione dei canoni riguardante i cittadini non allacciati alla fognatura consortile. Infine si chiede al sindaco di Torviscosa di imporre alla Caffaro la costruzione di un impianto di pretrattamento degli scarichi chimici per renderli compatibili con l'impianto di depurazione biologico del Consorzio.
Max Tosoni