Mercoledì, 30 Aprile 2003
S. GIORGIO DI N. Gestione acque

Il Tubone diserta il "tavolo tecnico"

È intervenuto soltanto Piasente

San Giorgio di Nogaro

Tavolo tecnico aperto, apertissimo e allora sì che la riunione di ieri mattina nel municipio di San Giorgio ha assunto una valenza di spessore. Per la prima volta le componenti del "caso Tubone" (la Regione con il direttore dell'Ambiente Tallandini, la, Provincia con Loreto Mestroni e Paride Cargnelutti), l'Arpa, il Consorzio di bonifica e le associazioni ambientaliste hanno potuto ascoltare direttamente l'esigenza della popolazione che ha letteralmente invaso la sala consiliare (tra essi molti sindaci e qualche consigliere regionale, come Adino Cisilino e Claudio Violino) per assistere alla discussione.

Una discussione monca, perché mancava non solo un personaggio fondamentale, il presidente del Consorzio depurazione laguna Gianfranco Turchetti (era impegnato altrove), ma anche il delegato a rappresentarlo, il vicepresidente forzista palazzolese Claudio Braida. Come Braida, non si è visto neppure un altro dei delegati del consiglio di amministrazione, il cervignanese Roberto Gregoris, cosicché, per un curioso scherzo del destino, a rappresentare l'ente si è ritrovato solo il leghista Matteo Piasente, da tempo dissociato dagli altri membri (sulla sua stessa posizione adesso si è aggiunto anche il latisanese D'Andreis). Situazione paradossale la sua: doveva spiegare il punto di vista del Tubone e contemporaneamente precisare che non era d'accordo.

Assente anche tutta la nomenklatura diessina, da Roberto Duz a Pietro Paviotti, da Ermilio Taverna a Davide Dri, a Pietro Del Frate. C'era Tonino Occhioni (in qualità di padrone di casa) assieme agli assessori Daniela Corso e Luciano Bonetto. Assenze sostanziali dal punto di vista politico, perché ribadiscono gli schieramenti sulle bollette per quanto riguarda San Giorgio e forse l'intera Bassa: la Sinistra sta con Turchetti e chiede il pagamento dei canoni di depurazione. Il centrodestra è contro, alleato estemporaneo dell'ambientalista anarchico Paolo De Toni. Chi molto strettamente, come Matteo Piasente (ma anche Ivan Regattin, Andrea Sgobbi e Luciano Gattel), chi meno, ma comunque orientato verso il comitato.

Non deve passare inosservata la presa di posizione precisa dell´assessore palazzolese Fiorenzo Marchetto (An), che ha pubblicamente ringraziato Piasente per la battaglia che sta conducendo all´interno del consorzio e ha duramente attaccato il compaesano Braida. È strano scoprire allineati sullo stesso piano il consigliere regionale della Lega Claudio Violino e l´ambientalista torviscosino Mareno Settimo, uno dei peggiori incubi di Duz, oppure il referente del comitato pozzi di Cervignano Giampaolo Chendi.

La riunione di ieri, insomma, ha avuto una valenza politica molto precisa, mentre dal punto di vista tecnico, se non ha portato a nulla di concreto, ha almeno fissato i criteri della prossima riunione che, su proposta di Piasente, si farà tra due settimane ancora a San Giorgio: si parlerà della classificazione e della definizione di flussi dei pozzi, degli scarichi domestici nei fiumi (quindi delle grigliature) e delle bollette.

Angelo Miorin

Secondo articolo pubblicato dal gazzettino in data 30 aprile 2003
Legambiente contro Wwf-Rc
Wwf contro Legambiente, leggasi anche De Toni contro Rifondazione. L´ambientalista sangiorgino, che si è tesserato Wwf per partecipare in sua rappresentanza al tavolo tecnico, ha duramente attaccato l'intervento di Elena Gobbi, arrivata a San Giorgio con Enzo Volponi, secondo cui bisogna regolamentare le fontane. Apriti cielo! Toccate i pozzi artesiani al popolo della Bassa e viene giù il finimondo.

Paolo de Toni ha interpretato il sentimento di tutti i cittadini, come ha sottolineato l'applauso che ha accompagnato il suo intervento: «La totale assenza di Ds e Rifondazione è stata compensata dalla presenza della presidente regionale di Legambiente, vittima sacrificale designata a propagandare la politica contro le fontane e favorevole alle bollette come richiesto dai suoi sponsor politici. Le sue parole hanno letteralmente raggelato la sala».

De Toni non ha mancato di puntare il tiro su Occhioni: lo ha sfidato a impegnarsi per indurre Turchetti a portare, nella prossima riunione, il materiale giuridico su cui ha fondato il ricorso in commissione tributaria regionale contro le sentenze delle provinciali favorevoli ai cittadini, ma ha anche di mostrato comprensione: «Il trionfo della democrazia nella seduta, alla fine, sembra essere piaciuto al sindaco, che involontariamente si è liberato dell'insostenibile peso costituito dai metodi di chiusura di Duz, Paviotti e Turchetti, ormai totalmente delegittimati».