Martedì, 26 Febbraio 2002 Il Gazzettino
cronaca della bassa friulana
TORVISCOSA
Wwf: non c'č bisogno di una nuova centrale
Torviscosa

Centrale Caffaro, no grazie. «La nostra Regione è completamente allo sbando in quanto a politica territoriale. Qui non abbiamo bisogno di una megacentrale termoelettrica come quella che si vorrebbe far partire a Torviscosa». Questo il motivo del secco "no" del Wwf alla positiva valutazione di impatto ambientale (Via) concessa dal Ministero dell'ambiente alla centrale Caffaro di Torviscosa. «Abbiamo deciso di fare ricorso al Tar - spiega Vinicio Collavino , presidente Wwf regionale - proprio perché la procedura di Via non ha previsto nessuna verifica in merito all'effettiva necessità, in regione, di una megacentrale di quelle dimensioni».

«Ciò che noi contestiamo principalmente - tiene a precisare Paolo De Toni - è che nella nostra regione l'insediamento di centrali viene fatto in nome dell'accumulo di profitto, in un'ottica di falsa liberalizzazione e non per un'effettiva necessità di energia». Megacentrale inutile, dunque, e anche di impatto ambientale fortemente negativo. «Il gas - continua De Toni - è senz'altro una scelta buona, anche se non la migliore, per ottenere energia elettrica. Ma una centrale di quelle dimensioni (800 Mw) finirà, tra le altre cose, col provocare piogge acide e inquinare ulteriormente il suolo».

Ma i motivi per il ricorso al Tar non sono solo questi: la procedura di Via non considera gli interventi delle associazioni ambientaliste e dei cittadini; l'istruttoria tecnica non tiene conto del fatto che i dati di qualità dell'aria presentati nel documento si basano su centraline non funzionanti e troppo distanti; c'è un'evidente contraddizione tra la previsione della Caffaro di aumento della temperatura delle acque di rilascio di 0,5 gradi e il parere della Provincia (aumento di 5 gradi, con le conseguenze ambientali che un aumento tanto considerevole comporterebbe); non è stata valutata alcuna ipotesi alternativa, né le infrastrutture che dovranno servire alla centrale.

«Il nostro obiettivo - conclude De Toni - è quello di annullare il processo di Via e siamo convinti che il ricorso sarà accolto o, quanto meno, riuscirà a creare qualche problema serio che porti al ripensamento di tutto il sistema».

Giovanna Zanella