| (cdm) «No all'incontro con l'assessore Guerra, no ai tentativi di strumentalizzazione da parte delle destre!». Il grido di battaglia degli studenti del Comitato in difesa della scuola pubblica si leva sicuro di fronte agli oltre duemila studenti accorsi in piazza ieri per la manifestazione in difesa del diritto al dissenso, culmine della protesta e delle autogestioni contro il parapiglia degli Stati generali. La vicepresidente li invita ad un incontro plenario il prossimo 23 dicembre al Malignani? Loro rispondono così: «Alla Guerra diciamo: troppo comodo chiedere di aprire un dialogo con gli studenti, dopo averli messi a tacere! Niente incontro con la Guerra, pertanto: l'assenza degli studenti sarà la denuncia più chiara del carattere farsesco dell'operazione, con la quale la giunta di Centro destra vuole rifarsi un'immagine agli occhi di tanti giovani». E invitano al boicottaggio. Ma chiedono anche ai rappresentanti delle Consulte provinciali, invitati per domani a un incontro propedeutico, di disertare l'appuntamento con la Guerra. «Altrimenti, sarà la dimostrazione che la consulta non ci rappresenta», dice Francesca Feruglio. Ma qui, il fronte studentesco si spacca. Da una parte il Csp (apartitico, ma senza rinnegare affinità con la sinistra), dall'altra la Consulta. Per uno Zeno, il vice della consulta triestina, che dà un placet al boicottaggio, c'è un Fabrizio Anzolini, presidente della consulta udinese (ma anche di Alternativa studentesca, che si riconosce in Forza Italia) pronto a prendere la mano tesa dalla Guerra senza esitazioni. «All'incontro noi ci andremo. Gli studenti non devono avere pregiudizi. Che siano di centro, di destra o di sinistra, il dialogo con le istituzioni è basilare». E di certo un po' riguarda anche lui un passaggio delle rivendicazioni del Csp, quando parlano a tutti i ragazzi delle organizzazioni giovanili della destra che hanno partecipato alle autogestioni: «Il vostro tentativo di presentarvi come intermediari fra le istanze studentesche, la Guerra e la Moratti è destinato a fallire». Ma i ragazzi in corteo si dividono. C'è chi come Alberto Spizzamiglio del Marinelli pensa che «la Guerra poteva pensarci prima» e chi come Luca è convinto che «è comunque utile trovare un dialogo». Ma il corteo è anche l'occasione di un faccia a faccia fra studenti e poliziotti, il primo dopo gli Stati generali. Gli studenti, che portano magliette con la scritta "non mi picchiare", come quella di Michela Cappellari del Sello, sentono «allarmismo» nelle forze dell'ordine. I poliziotti «un clima di diffidenza assolutamente ingiustificato da parte dei ragazzi». Ma Matteo Molinaro del Csp precisa: «La nostra intenzione non è protestare contro chi ha eseguito in modo maldestro degli ordini, ma contro chi quegli ordini li ha dati». E gli insegnanti sono con loro. Tanti, quanti «non se ne vedevano da tempo ai cortei studenteschi». E solidali, come i docenti del Copernico. Ma anche come l'insegnante dello Zanon che prende il microfono «perché quando avevo la vostra età come voi ho lottato contro una scuola autoritaria e classista e mi sembra impossibile che voi adesso siate qui a lottare per le stesse cose».
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LA CONTROINIZIATIVA
(cdm) - Un "contro-convegno" assieme a docenti, sindacati e genitori. È questo «l'obiettivo ambizioso» degli studenti del Comitato in difesa della scuola pubblica, per rispondere da pari a pari all'incontro plenario al Malignani, proposto dall'assessore Guerra agli studenti per il prossimo 23 dicembre.
Un'apertura al dialogo, nelle intenzioni di Guerra, «una farsa», secondo i ragazzi del Csp. O meglio, «un'operazione con cui la Giunta regionale vuole rifarsi un'immagine agli occhi di tanti giovani», come hanno scritto nero su bianco sul volantino distribuito durante lo sciopero di ieri. Da qui l'idea di disertare l'incontro e di attuare una "contro-iniziativa" (ancora tutta da definire nei dettagli), sempre il 23, che coinvolga i ragazzi, sì, ma anche i genitori e i docenti, ad un tavolo di riflessione sulla riforma e sui fatti degli Stati generali.
In programma, per il movimento udinese, probabilmente anche la partecipazione alla manifestazione regionale di giovedì prossimo a Trieste, con gli studenti delle altre province.
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