Sabato, 30 Novembre 2002
SCUOLA / 1 Trecento in piazza a Udine sotto la pioggia per confrontarsi ed elaborare le strategie. Al bando le forme violente di dissenso
Assedio studentesco agli Stati generali
La protesta dei ragazzi che ieri hanno disertato le aule contro l’aziendalizzazione del servizio pubblico
La ministra sotto assedio. La toccata e fuga a Udine di Letizia Moratti come guest star degli Stati generali della scuola friulana si preannuncia arroventata quanto basta. Prima, la protesta dei sindacati (Cgil, Cisl e Snals diserteranno i lavori per esprimere il loro dissenso sul mancato coinvolgimento del mondo sindacale), ora la contestazione degli studenti.
Certo i ragazzi non le stenderanno il tappetino rosso di benvenuto, ma non le lanceranno addosso neppure uova e pomodori marci. «Per contestare il ministro Moratti stiamo pensando a qualcosa di più efficace di un gesto simbolico: un'azione di massa il più possibile condivisa dagli studenti. Di certo una cosa non violenta. L'ideale sarebbe fare un presidio alla Fiera di Udine, sede degli Stati generali. Ma dobbiamo ancora decidere», spiega Matteo Molinaro del Comitato in difesa della scuola pubblica. E la ventatabarricadera promette scintille. Ilbrain storming studentesco per decidere i "modi" della lotta è partito oggi, sotto il diluvio, con la protesta di piazza organizzata dal Csp e dal Collettivo Makhno. In corteo per le vie del centro- secondo gli organizzatori - quasi 300 studenti delle superiori friulane (200 per la polizia municipale), uniti dal grido di battagliacontro la scuola impresa lotta senza resa. «Una partecipazione non eccezionale, ma, con tutta questa pioggia, non potevamo pretendere di più», dicono al Csp. Intanto anche i Giovani comunisti si spremono le meningi per questo singolare welcome da proporre alla ministra. Come spiega Gabriele Donato, «stiamo lavorando ad un volantino da far sottoscrivere a tutte le organizzazioni studentesche della regione e da distribuire poi, all'inaugurazione degli Stati generali in fiera. Ma valuteremo anche la possibilità di un presidio di protesta in fiera. Ci stanno contattando anche ragazzi di Trieste e Pordenone che vorrebbero portare a Udine delegazioni studentesche delle altre province».
Camilla De Mori
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