Mercoledì, 4 Dicembre 2002
SAN GIORGIO DI NOGARO Un convegno indetto dalla Margherita ha fatto il punto della situazione

Siti inquinati, siamo all'anno zero

Le opere di bonifica ferme al "piano di caratterizzazione" ossia alla raccolta dei dati

San Giorgio di Nogaro

Cosa c'è nel sottosuolo della Bassa? Alle "storiche" domande "cosa respiriamo? cosa beviamo?", l'ultima frontiera della coscienza ambientale porta l'attenzione sui siti inquinati ed è un'attenzione che, alle preoccupazioni da cui nasce, aggiunge preoccupazioni su cosa si stia facendo.

Ha provato a far luce ieri sera, a Villa Dora, il gruppo consiliare provinciale della Margherita (lavori introdotti da Franco Iacop), ma il quadro che ne esce non può certo tranquillizzare. Perché se, come ha evidenziato la presidentessa di "Ambiente vivo" Maria Paci, in Europa ci sono 100 milioni di ettari inquinati e in Italia ce ne sono ben 330 mila, il direttore del Servizio tutela del suolo dell'Arpa, Gianni Menchini, focalizzando sul in Friuli Venezia Giulia, ha ricordato ben 70 siti, di cui 4 a San Giorgio (porto vecchio e Ziac), uno a Torviscosa e altri sei "potenzialmente inquinati" secondo il Piano di bonifica della Regione datato 1995.

La preoccupazione nasce però anche dalle soluzioni tecnologiche indicate dal funzionario ministeriale Franco Cecchi: nella Bassa che è "sito inquinato di interesse nazionale", le opere di bonifica ambientale sono praticamente ferme al "Piano di caratterizzazione", cioè alla semplice fase di raccolta fotografica, cartografica, relazione tecnica e di bozza di perimetrazione definitiva.

Quella relativa ai nove comuni lagunari (San Giorgio, Torviscosa, Carlino, Marano, Muzzana, Cervignano, Terzo, Aquileia e Grado) è stata ridotta dagli originari 12 mila ettari (di cui 5 mila su terraferma) a 2 mila 500 (tutti terrestri, mentre la laguna è stata "scorporata" e segue altra strada) e trasmessa 10 giorni fa in forma definitiva al ministero.

Insomma, siamo appena al primo passo e se la ridefinizione della perimetrazione secondo gli ambientalisti (sullo specifico ha parlato Paolo De Toni, c'era anche Mareno Settimo) «rimedia agli errori iniziali», ne produce altri, perché «è stata eccessivamente ridotta soprattutto a Torviscosa, non dice fin dove arriva l'inquinamento nel sottosuolo e non tiene conto degli affluenti, Cormor e Stella, della laguna».

Oggi, domani o in chissà quale futuro, comunque, la bonifica approderà anche alle fasi successive e si potrà almeno - e questo è l'aspetto più positivo illustrato dal responsabile Area ambiente Ial Sandro Cargnelutti - avviare contestualmente processi virtuosi di miglioramento ambientale.

Angelo Miorin