Venerdì, 6 Dicembre 2002
TORVISCOSA Odori nauseabondi erano stati segnalati dalle guardie dell’Ente tutela pesca ad Arpa e Noe

Sequestrate le vasche delle ceneri

Sospetto inquinamento di un canale. Sigilli a sette discariche interne della Caffaro

Torviscosa

Sette vasche di decantazione contenenti ceneri sono state sequestrate ieri pomeriggio dai carabinieri del Noe all'interno della Caffaro Spa. Il decreto, disposto dal procuratore aggiunto Giancarlo Buonocore, è stato emesso dopo che le guardie volontarie dell'Ente tutela pesca avevano sentito degli odori nauseabondi, notato della schiuma e un colore giallastro sul fondo di un corso d'acqua della zona. Il sospetto inquinamento è stato segnalato all'Arpa mercoledì. I tecnici dell'Agenzia regionale erano in zona con i carabinieri del Noe, che hanno effettuato subito un sopralluogo e disposto dei prelievi. Ieri, alle 12.32, in municipio a Torviscosa è arrivata via fax una lettera del Noe in cui si chiedeva al sindaco Roberto Duz di intervenire in base all'articolo 8 della legge 471. Ovvero di verificare il presunto inquinamento e di ordinare la bonifica del sito.

Nel pomeriggio i sigilli. Accompagnato dai carabinieri della stazione di Torviscosa, il personale del Nucleo operativo ecologico ha sequestrato sette vasche (non di colmata) che contengono ceneri e nelle quali bisognerà verificare se c'è stato uno sversamento. Il provvedimento del magistrato non riguarda la discarica attualmente in funzione e serve al conferimento delle ceneri della centrale. Se così fosse stato, l'attività della Caffaro si sarebbe interrotta. «L'attività produttiva va avanti regolarmente», ha invece assicurato l'azienda. «L'intervento della Procura - ha aggiunto il sindaco - va a intaccare il passato. Ho 48 ore di tempo per prendere una decisione e disporre l'eventuale messa in sicurezza del sito. Poi convocherò il tavolo tecnico per risolvere la situazione».

Il sequestro arriva a due giorni dal convegno organizzato dalla Margherita a Villa Dora sui siti inquinati. L'azienda chimica è l'unico sito di Torviscosa rimasto inserito nella perimetrazione definitiva proposta e inviata al ministero 10 giorni fa, dopo la riduzione da 5000 a 2.500 di terraferma; inizialmente, nel territorio comunale, era stata inserita tutta l'area a sud della statale 14, compresi gli abitati del capoluogo e della frazione di Malisana, le casse di colmata del canale Banduzzi e l'area tra i corsi dell'Ausa e del Corno.