Torviscosa
Sette vasche di decantazione contenenti ceneri sono state sequestrate ieri pomeriggio dai carabinieri del Noe all'interno della Caffaro Spa. Il decreto, disposto dal procuratore aggiunto Giancarlo Buonocore, è stato emesso dopo che le guardie volontarie dell'Ente tutela pesca avevano sentito degli odori nauseabondi, notato della schiuma e un colore giallastro sul fondo di un corso d'acqua della zona. Il sospetto inquinamento è stato segnalato all'Arpa mercoledì. I tecnici dell'Agenzia regionale erano in zona con i carabinieri del Noe, che hanno effettuato subito un sopralluogo e disposto dei prelievi. Ieri, alle 12.32, in municipio a Torviscosa è arrivata via fax una lettera del Noe in cui si chiedeva al sindaco Roberto Duz di intervenire in base all'articolo 8 della legge 471. Ovvero di verificare il presunto inquinamento e di ordinare la bonifica del sito.
Nel pomeriggio i sigilli. Accompagnato dai carabinieri della stazione di Torviscosa, il personale del Nucleo operativo ecologico ha sequestrato sette vasche (non di colmata) che contengono ceneri e nelle quali bisognerà verificare se c'è stato uno sversamento. Il provvedimento del magistrato non riguarda la discarica attualmente in funzione e serve al conferimento delle ceneri della centrale. Se così fosse stato, l'attività della Caffaro si sarebbe interrotta. «L'attività produttiva va avanti regolarmente», ha invece assicurato l'azienda. «L'intervento della Procura - ha aggiunto il sindaco - va a intaccare il passato. Ho 48 ore di tempo per prendere una decisione e disporre l'eventuale messa in sicurezza del sito. Poi convocherò il tavolo tecnico per risolvere la situazione».
Il sequestro arriva a due giorni dal convegno organizzato dalla Margherita a Villa Dora sui siti inquinati. L'azienda chimica è l'unico sito di Torviscosa rimasto inserito nella perimetrazione definitiva proposta e inviata al ministero 10 giorni fa, dopo la riduzione da 5000 a 2.500 di terraferma; inizialmente, nel territorio comunale, era stata inserita tutta l'area a sud della statale 14, compresi gli abitati del capoluogo e della frazione di Malisana, le casse di colmata del canale Banduzzi e l'area tra i corsi dell'Ausa e del Corno.
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