San Giorgio di Nogaro
(A.M.) Missione fallita, aziende Ausa-Corno e famiglie di Planais sempre più ai ferri corti. L'incontro organizzato con estrema buona volontà dal Consorzio per lo sviluppo industriale tra amministrazioni comunali di San Giorgio e Carlino, abitanti della zona (una decina di famiglie) e le tre fabbriche accusate di produrre rumorosità intollerabili si è risolto venerdì sera, nella sede della Misericordia, con un nulla di fatto.
Privi del "tutor" Paolo De Toni, i capifamiglia hanno abbandonato polemicamente la riunione dopo aver constatato che le aziende, sulla scorta delle analisi effettuate negli ultimi tempi, ritengono (così come già attestato da uno studio commissionato all'Università di Udine) che i rumori prodotti siano sotto la soglia di tolleranza.
Il consorzio, rappresentato dal presidente Tullio Bratta e dal direttore generale Marzio Serena, ha fatto di tutto per accomodare attorno al tavolo di discussione fabbriche, amministratori locali e famiglie, ma, per colpe non sue, ha fallito lo scopo. L'Ausa-Corno, oltre all'opera di coordinamento, altro non poteva fare e l'ente deputato a prendere eventuali provvedimenti, il Comune di San Giorgio, pur avendo spedito l'assessore Luciano Bonetto (assente invece il sindaco Tonino Occhioni, mentre c'era quello di Carlino Renzo Girardello), non ha potuto proporre soluzioni.
Dalla parte delle famiglie si è schierato sia il centrodestra (presente il capogruppo di Forza Italia Ivan Regattin), sia il centrosinistra (Pietro Del Frate ha proposto un'interrogazione in consiglio provinciale), ma la questione ormai sembra davvero insanabile. Le fabbriche, dati alla mano, dimostrano che le emissioni sono a norma di legge, le famiglie insistono sull'invivibilità della zona.