Cervignano
La nuova mazzata sulla questione bollette arrivata dalla Commissione tributaria provinciale, che ha accettato i ricorsi di tre cervignanesi a danno del Tubone, non modifica, come prevedibile, la posizione già da tempo manifestata dal sindaco Paviotti sul merito del contenzioso. «Sui tempi di prescrizione (il fulcro della vicenda) - osserva il primo cittadino - ci sono tesi discordanti. Se è vero che in questa occasione la Commissione tributaria ha optato per i tre anni, ci sono autorevoli opinioni che indicano in cinque anni (come sostenuto dal Consorzio) il termine di prescrizione».
«Quello che è necessario - spiega Paviotti - è un'interpretazione univoca anche da parte della giurisprudenza. Se il Tubone ricorrerà ai successivi gradi di giudizio? Penso proprio di si - risponde il sindaco - si ricorrerà alla Commissione tributaria di secondo grado». Paviotti ha anche la ricetta per fare un po' di chiarezza sulla vicenda. «Se ci sono dei dubbi in merito, ed è chiaro che vi sono, l'unico modo per rimuoverli è legiferando».
Il sindaco di Cervignano, dunque, si augura che il legislatore intervenga per scoraggiare ogni possibile interpretazione ed abuso sulla questione. «Da un lato - afferma - lo Stato ci chiede di finanziare le opere di fognatura alzando le bollette, dall'altro non si interviene e si permette che i cittadini non le paghino. È da questa contraddizione - conclude la sua "arringa" a difesa degli interessi del Tubone, che in definitiva sono anche quelli del suo Comune - che dovrebbe partire l'iniziativa a legiferare in merito».
Max Tosoni