(cdm) Non è la solita marcia per la pace. E' un altro mondo che sfila in città, contro tutte le guerre e tutti gli eserciti. Ragazzi con catene e creste punk, studenti con il vessillo rosso e nero dell'anarchia, donne in nero, un'intera famiglia (papà, figlio e cane) dipinta con i colori dell'arcobaleno. A Udine scende in piazza così il popolo anarchico e libertario dei centri sociali (di Udine, Pordenone, San Giorgio di Nogaro, Gemona e Trieste) e dei collettivi studenteschi (come il Makhno di Udine e il Liberi tutti di Pordenone). Con slogan poco politicamente corretti, che ricoprono di insulti i signori della guerra, tanti volantini, che citano Orwell e il Guardian, tanti striscioni colorati, tanta musica allegramente sopra le righe, suonata in diretta dai musicisti di strada. C'è Anna, 54 anni, di Manzano, che ha accompagnato la figlia «ma non mi sento fuori posto: a suo tempo ho fatto anch'io gli stessi cortei». C'è Giorgio, 28 anni, assistente sociale, che gira con un teschio sulla faccia e la scritta "Nato per la guerra": «A Roma ho marciato a fianco dei cattolici. Qui, scendo in piazza con gli anarchici. Non mi riconosco sotto nessuna etichetta: contro la guerra va bene qualsiasi protesta, sotto qualunque bandiera». C'è il giovane autonomista con la bandiera basca, «per solidarietà verso un popolo che sta subendo cose che non si vedevano dai tempi di Franco». In tutto, quasi 200 persone (ma gli organizzatori parlano di 300-400). Troppo poche secondo Ezio, uno degli organizzatori del Csa di via Volturno: «Ci aspettavamo una maggior partecipazione da parte della gente del nostro giro per questo che era l'ultimo appuntamento di una serie di iniziative antimilitariste. Abbiamo voluto fare questo corteo per colmare un vuoto: finora a Udine non si è fatto nulla di spontaneo, a parte le iniziative di partito. Ma volevamo anche far vedere che esistiamo, per rispondere a quelli che vogliono sgomberare il Csa di via Volturno per far posto al palazzo della Regione». Con «una manifestazione caratterizzata», come la chiama Paolo De Toni del Farkadize di San Giorgio, «troppo caratterizzata per piacere ai cattolici o a quelli che hanno sfilato al corteo della Margherita». E, difatti, in via Grazzano, da dietro le porte dei negozi, i commercianti udinesi guardano sfilare questo insolito popolo pacifista come se assistessero allo sbarco dei marziani. «E' come abbaiare alla luna, questo», li liquida il capogruppo forzista in Comune Bardini. Ma, superato il primo stupore, c'è chi li saluta dalle finestre, chi si unisce al serpentone umano. E Franca Toso, dai bordi di via Mercatovecchio, si intenerisce e applaude: «Là in mezzo a quei ragazzi potrebbe esserci mio figlio. E' come la battaglia di Davide contro il gigante Golia, ma almeno serve a smuovere le coscienze».
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