San Giorgio di Nogaro
(A.M.) Sono 150 e probabilmente non voteranno Pietro Del Frate. Magari non voteranno neppure Paride Cargnelutti e Dino Pasian, ma i partecipanti all'assemblea convocata da Paolo De Toni sul piazzale del municipio difficilmente vorranno un sindaco di centrosinistra. Perché l'ambientalista, le cui parole sono oro colato soprattutto dopo i successi contro le bollette del Tubone, ha pesantemente accusato il candidato diessino di ostacolare il tavolo tecnico sul ciclo integrato delle acque, promesso e non ancora organizzato, nonostante che dall'ultima seduta sia trascorso oltre un mese. «Non lo vuole - ha sottolineato De Toni - perché il tavolo è l'unico ambito da cui si potranno ottenere risposte di certezza legale sul pagamento delle bollette».
Intanto però uno sbilanciamento c'è ed è tutto a favore delle tesi del comitato, dopo le tre sentenze della commissione tributaria provinciale. Significativa in questo senso la presenza, tra gli ospiti extrasangiorgini, del cervignanese Franco Vigo, vincente nel ricorso contro il Tubone nel riconoscimento di fognatura privata e rifuso dal Consorzio anche di 200 euro per le spese processuali.
Da Cervignano è arrivato anche il presidente del locale comitato, Gelmino Pozzo, che ha espresso grande soddisfazione per l'accordo Stato-Regione in procinto di essere firmato proprio a San Giorgio. Indipendentemente da chi governerà, De Toni ha lanciato per l'ennesima volta il suo augurio più sentito: «Il Consorzio porti i libri contabili in tribunale che sarà meglio per tutti». Viste le doti premonitrici dell'ambientalista, per il Tubone suona come una maledizione.