Domenica, 14 Ottobre 2001 Il Gazzettino

Una piazza colorata contro la guerra
Non c’è stato il pienone, ma in mattinata sciopero spontaneo degli studenti
(cdm) Palloncini, striscioni per terra, bandiere e quel microfono "libero", aperto a tutti per parlare di pace . Una piazza colorata e allegra quella reinventata dall'Udine social forum per protestare contro la guerra in Afghanistan, perché, come recitano volantini, tazebao e persone, «un altro mondo è possibile». Ma non c'è certo il pienone in piazza San Giacomo e, dopo gli interventi dei soliti noti, il microfono langue. A dar voce alla Udine "contro" che vuole «disarmare cielo e terra», 150-200 persone in tutto, ai margini dell'affollato viavai dello struscio. Intellettuali come il docente universitario Gianpaolo Borghello, amministratori, come il sindaco di Tarcento Tollis, sindacalisti, come Natalino Giacomini e Abdou Faye della Cgil, preti impegnati come Pierluigi Di Piazza, "battitori liberi" come il portavoce dei rom Plazzotta. Ma fra gli organizzatori Kristian Franzil di Rc è contento lo stesso: «E' comunque significativo che anche a Udine ci sia una protesta contro la guerra. Al microfono gli interventi non sono stati tantissimi? Cosa vuoi, questa è Udine». Deluso, invece, lo scrittore Tito Maniacco. «Manca tutta la vecchia sinistra. Ai friulani interessa solo l'Arcigola e nient'altro. Per fortuna ci sono tanti giovani». E dire che Giulia Tollis, 17enne di Tarcento, si lamenta proprio per il «disinteresse dilagante» fra i suoi coetanei. Ma non mancano i ragazzi del Csp, con la pasionaria Laura Ponte in testa, "dribblata" suo malgrado in mattinata dai colleghi studenti, che hanno improvvisato uno "sciopero spontaneo". «C'erano quasi 500 ragazzi, che hanno voluto a tutti i costi scendere in piazza. Abbiamo improvvisato una discussione, con un pubblico di quasi 150 persone: e tenere 150 persone per tre ore a discutere di guerra non è un risultato da poco. Ma la prossima settimana sicuramente organizzeremo una manifestazione». Allo sciopero non c'era invece il 16enne Tommaso Cicuto. Calzoni scozzesi comprati a Londra, catene e T shirt, appartiene alle Individualità anarchiche, che danno del "terrorista" a tutti, soprattutto ai governi: «Non si può fare una guerra sulle supposizioni». Ognuno, poi, sulle bombe in Afghanistan dice la sua. L'assessore Rita Nassimbeni, pur pacifista convinta, sostiene che «nessuno stato che tale possa chiamarsi avrebbe potuto avere una posizione diversa da quella che ha assunto l'America», Maniacco intravede «un disegno americano di controllo politico e militare del mondo», in linea con quanto sostiene Stefano, 29enne del Centro sociale, mentre l'assessore Lorenzo Croattini lamenta la mancanza di «un organismo internazionale forte che faccia da arbitro». E Samanta e Teresa, 7 anni l'una, la pensano - e la scrivono - così: «E' meglio che la smettano di sparare ché siamo stufi di sentire alla tv sempre le stesse cose e non vogliamo che la gente muoia».