Articolo tratto da Il Gazzettino. Cronaca della Bassa Friulana
Giovedì, 6 Settembre 2001

SAN GIORGIO DI NOGARO Sospetti non sull’azienda ma sull’autorizzazione per il suo insediamento
Europolimeri, la Procura indaga
I 4 "saggi" l’hanno promossa prima ancora che l’Hidrotech incominciasse lo studio
San Giorgio di Nogaro

La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo sulla vicenda Europolimeri . La magistratura non cerca irregolarità nell'azienda, appartenente alla veneta 3F Chimica, ma vuole chiarire l'iter amministrativo che ha portato all'autorizzazione del suo insediamento nella zona industriale dell'Ausa-Corno. È già iniziata la fase di acquisizione dei documenti utili alle indagini.

Il provvedimento è mosso da un esposto presentato a gennaio dal Comitato di difesa ambientale, dopo che per mesi la vicenda aveva fatto discutere e diviso le forze politiche sangiorgine, preoccupate per le possibili conseguenze sia alla salute per il trattamento delle sostanze chimiche, sia per la possibilità di "disastro" in caso di incidente, considerata la vicinanza di altre attività potenzialmente pericolose.

Proprio per fugare tutte le paure, il Consorzio Ausa-Corno aveva commissionato uno studio di valutazione dei rischi all'Università di Udine, i cui risultati sono stati presentati in consiglio comunale lo scorso 27 luglio. Le risposte date dai "4 saggi universitari" che hanno analizzato l'Europolimeri sono state del tutto tranquillizzanti: rischi estremamente improbabili di incidente e prodotti finali di elevata valenza ambientale (l'azienda produce additivi per depurare l'acqua).

Ma l'esposizione non è stata sufficiente per mettere a tacere gli ambientalisti. Da Marano, Luciano Miele, iscritto al Wwf , ha scoperto una apparente "falla" nella relazione universitaria. Perché, oltre allo studio di valutazione dei rischi, commissionato dall'Ausa-Corno, anche il Consorzio per la depurazione delle acque aveva incaricato la ditta Hidrotech srl di Padriciano per uno studio di valutazione delle caratteristiche chimico-fisiche e tossicologiche dei reflui industriali sottoposti a trattamento di depurazione dall'Europolimeri .

La risposta, arrivata a Miele a metà agosto, allarma gli ambientalisti: «Comunichiamo - scrive per l'Hydrotech Andrea Lodolo - che la sperimentazione non ha ancora avuto inizio. Siamo infatti in attesa di indicazioni a riguardo, che ci dovranno essere fornite dal committente Consorzio depurazione acque di San Giorgio di Nogaro».

La lettera dell'azienda di Padriciano è datata 7 agosto, lo studio "tranquillizzante" di valutazione dei rischi commissionato dall'Ausa-Corno è stato presentato pubblicamente il 27 luglio. Un'anomalia temporale che non può passare inosservata e infatti dal Comitato di difesa ambientale la voce del leader Paolo De Toni non si fa attendere: «Mi pare che la corrispondenza tra Miele e la Hydrotech sia chiara e delegittimi del tutto la rassicurante relazione dei 4 saggi. Proprio perché saggi, non potevano ignorare che il Tubone aveva incaricato una ditta dell'area di ricerca di Padriciano uno studio sui reflui e che la sperimentazione non era ancora stata effettuata. Mancando quei dati, come possono dire che l'attività dell'Europolimeri non procura rischi?».

Angelo Miorin


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