San Giorgio di
Nogaro
La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo sulla
vicenda Europolimeri . La
magistratura non cerca irregolarità nell'azienda, appartenente
alla veneta 3F Chimica, ma vuole chiarire l'iter
amministrativo che ha portato all'autorizzazione del suo
insediamento nella zona industriale dell'Ausa-Corno. È già
iniziata la fase di acquisizione dei documenti utili alle
indagini.
Il provvedimento è mosso da un esposto presentato a gennaio
dal Comitato di difesa ambientale, dopo che per mesi la
vicenda aveva fatto discutere e diviso le forze politiche
sangiorgine, preoccupate per le possibili conseguenze sia alla
salute per il trattamento delle sostanze chimiche, sia per la
possibilità di "disastro" in caso di incidente, considerata la
vicinanza di altre attività potenzialmente pericolose.
Proprio per fugare tutte le paure, il Consorzio Ausa-Corno
aveva commissionato uno studio di valutazione dei rischi
all'Università di Udine, i cui risultati sono stati presentati
in consiglio comunale lo scorso 27 luglio. Le risposte date
dai "4 saggi universitari" che hanno analizzato l'Europolimeri sono state del tutto
tranquillizzanti: rischi estremamente improbabili di incidente
e prodotti finali di elevata valenza ambientale (l'azienda
produce additivi per depurare l'acqua).
Ma l'esposizione non è stata sufficiente per mettere a
tacere gli ambientalisti. Da Marano, Luciano Miele, iscritto
al Wwf , ha scoperto una apparente "falla" nella relazione
universitaria. Perché, oltre allo studio di valutazione dei
rischi, commissionato dall'Ausa-Corno, anche il Consorzio per
la depurazione delle acque aveva incaricato la ditta Hidrotech
srl di Padriciano per uno studio di valutazione delle
caratteristiche chimico-fisiche e tossicologiche dei reflui
industriali sottoposti a trattamento di depurazione dall'Europolimeri .
La risposta, arrivata a Miele a metà agosto, allarma gli
ambientalisti: «Comunichiamo - scrive per l'Hydrotech Andrea
Lodolo - che la sperimentazione non ha ancora avuto inizio.
Siamo infatti in attesa di indicazioni a riguardo, che ci
dovranno essere fornite dal committente Consorzio depurazione
acque di San Giorgio di Nogaro».
La lettera dell'azienda di Padriciano è datata 7 agosto, lo
studio "tranquillizzante" di valutazione dei rischi
commissionato dall'Ausa-Corno è stato presentato pubblicamente
il 27 luglio. Un'anomalia temporale che non può passare
inosservata e infatti dal Comitato di difesa ambientale la
voce del leader Paolo De Toni non si fa attendere: «Mi pare
che la corrispondenza tra Miele e la Hydrotech sia chiara e
delegittimi del tutto la rassicurante relazione dei 4 saggi.
Proprio perché saggi, non potevano ignorare che il Tubone
aveva incaricato una ditta dell'area di ricerca di Padriciano
uno studio sui reflui e che la sperimentazione non era ancora
stata effettuata. Mancando quei dati, come possono dire che
l'attività dell'Europolimeri
non procura rischi?».
Angelo Miorin