Tratto da il Gazzettino cronaca della bassa friulana
Domenica, 9 Settembre 2001

S. GIORGIO DI N. La bocciatura
Sull'essiccatore un mare di errori
Severa analisi dalla Provincia
San Giorgio di Nogaro

Ma che tipo di riconversione voleva far passare il Tubone? Dall'analisi del verbale con cui la conferenza tecnica presieduta dall'assessore provinciale all'ambiente Loreto Mestroni ha bocciato il progetto di trasformazione del termodistruttore in essiccatore, risultano talmente tante note negative da porre interrogativi inquietanti. Interrogativi che Paolo De Toni, autore di due esposti contro il progetto che hanno avuto un peso notevole sulla decisione della conferenza, solleva da tempo.

«Questa è l'ennesima dimostrazione del metodo del Consorzio. Una gestione arbitraria di chi si sente le spalle coperte e che ha molte altre occasioni per manifestarsi: la questione delle bollette è un esempio eclatante, anzi, l'apice». Ma se sulle bollette Turchetti (che ha già annunciato l'imminente invio degli inviti al pagamento) ha per il momento vinto, sull'essiccatore il punto va a De Toni.

Su 12 componenti della conferenza, 9 (tra cui Mestroni e lo stesso assessore sangiorgino Luciano Bonetto) si sono pronunciati per la bocciatura e solo 3 (Giorgio Lizzi, Pierpaolo Gubertini e Paolo Cartagine) hanno votato la sospensione. È significativa la posizione di Bonetto, contrario alla riconversione, dopo che il consiglio comunale aveva dato parere favorevole, ma il dietro-front non va interpretato come un'insubordinazione, quanto come una "rivisitazione" del parere alla luce degli elementi di novità successivi. E infatti il rappresentante sangiorgino ha fatto notare che «la valutazione comunale andrebbe data dopo la conferenza, non prima».

Solo in Provincia sono emerse discrepanze notevoli tra relazione tecnica e tavole progettuali, sui flussi, condannate da Bonetto: «Il professionista ha commesso delle inesattezze ovvero ha chiarito successivamente che si tratta di materiali diversi, ma lo ha fatto solo in parte. Come Comune abbiamo fatto dei rilievi sulle emissioni in atmosfera e sugli eventuali rumori».

Resta un mistero, anche per i componenti della conferenza, quale sarebbero stati i materiali da essiccare: «Non risulta chiaro quali siano in uscita - ha sottolineato Bonetto - e nemmeno in entrata. Per quanto riguarda questi ultimi flussi, per esempio, non dovrebbero essere presi in considerazione i fanghi della conceria Cogolo che è in fase di chiusura».

Ma gli interrogativi non si fermano qui, come evidenziano i rilievi mossi dalla conferenza: scarse ipotesi progettuali sui flussi, analisi non corretta ai fini delle emissioni in atmosfera, non chiarita l'ipotesi di elasticità impiantistica circa l'utilizzo delle masse, analisi sulla tipologia dei fanghi impostata non correttamente e non sufficiente, mancanza della valutazione d'incidenza, risposte insufficienti sulle temperature all'interno del letto fluido, non corretto rispetto delle procedure stabilite dalla legislatura in materia e documentazioni integrative fornite solo ad alcuni dei componenti e in date troppo recenti.

Eppure, nonostante un simile quadro catastrofico, il Tubone ha ancora una possibilità, visto che, in chiusura, la conferenza lo ha invitato «a produrre un progetto tecnicamente valutabile». Questo è bocciato, ma l'idea di rimettere in funzione l'impianto resta in piedi.

Angelo Miorin


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