Tarcento
Unire le forze per contare di più e diventare un interlocutore forte nei confronti delle istituzioni. I comitati spontanei di cittadini operanti in Friuli, nati sull'onda della protesta contro insediamenti produttivi e infrastrutture che danneggiano la vivibilità dei centri abitati, hanno deciso di costituire un proprio Coordinamento regionale con tanto di statuto e propri rappresentanti. Per ora hanno deciso di darsi una veste organizzata ma non riconosciuta, proprio per mantenere lo spirito volontaristico dell'inizio. Non per questo pensano di rimanere semplice movimento di opinione, ma puntano a entrare nella "stanza dei bottoni" delle decisioni, come tengono a sottolineare i rappresentanti, in modo da prevenire ogni minaccia alla salute dei residenti.
«Non temiamo di snaturare la logica del "comitato" - spiega il portavoce regionale Luciano Zorzenone - ma intendiamo muoverci in maniera organizzata pur evitando ogni forma di burocratizzazione. Vogliamo cioè essere riconosciuti quale interlocutore nelle questioni ambientali che coinvolgono il territorio della Regione, delle Province e dei Comuni, mantenendo però la nostra spontaneità. Stiamo inventando qualcosa di assolutamente nuovo sulla scena nazionale».
L'attività delle organizzazioni ambientaliste che già esistono, Legambiente e Wwf in particolare, non contrasta con l'iniziativa del Coordinamento dei comitati.
«Saremo autonomi ma collaboreremo insieme - continua Zorzenone - fin tanto per lo meno che gli obiettivi coincideranno. Per esempio noi rimaniamo fermamente contrari a ogni progetto di centrale elettrica a biomasse, proposta prima nella Bassa, poi a Udine e ora nel comune di Arzene. Con Legambiente e Wwf studieremo un rapporto che nasca sulle caratteristiche del singolo problema: se siamo d'accordo lavoreremo insieme, altrimenti ognuno per la propria strada. Noi non intendiamo risolvere i problemi del mondo, ma quelli dei nostri paesi e del nostro orto».
Il Coordinamento nasce senza uffici e senza fondi, le risorse economiche sono quelle infatti dei singoli esponenti. Proprio per questo la comunicazione è affidata alle poste elettroniche (comitatifvg@libero.it), con l'obiettivo di raccogliere l'adesione di altri comitati attivi.
In pieno clima elettorale, il ruolo dei comitati vorrebbe pesare anche sulle proposte politiche.
«Vorremmo realizzare una sorta di confronto "all'americana" con tutti i candidati alla presidenza della Regione che dovranno rispondere alle nostre domande», aggiunge Zorzenone, anche se la visibilità acquisita sull'onda della protesta di piazza sta già spingendo più di qualche rappresentante dei comitati nel pieno della competizione politica.
«Qualche componente dei comitati sta valutando l'idea di candidarsi in Comune o in Regione - ammette il coordinatore - ma soltanto per diventare la quinta colonna del movimento. Infatti soltanto entrando nella stanza dei bottoni potremo prevenire i problemi anzichè inseguirli quando sono già esplosi».
Rossano Cattivello