Articolo tratto dal Gazzettino Giovedì, 18 Ottobre 2001. Cronaca della bassa friulana

S. GIORGIO DI NOGARO L’azienda sotto sequestro chiede di avviare l’impianto di smaltimento
Fingel e Tubone: «Ci pensi Casson»
Il Comitato si rivolge al giudice di Venezia: «Noi denunciamo, Udine non agisce»
San Giorgio Nogaro

La Fingel continua a muoversi nonostante il sequestro, nonostante vari esposti. Il Tubone anche. Ma la Procura della Repubbblica di Udine sembra rimanere ferma. E allora il leader del Comitato di difesa ambientale della Bassa, Paolo De Toni, si rivolge direttamente al Tribunale di Venezia scrivendo a Felice Casson. Un esposto interminabile ripercorre la storia della Fingel fin dalle origini del suo insediamento nell'Ausa-Corno, attraversando le iniziali autorizzazione per il trattamento delle alghe, fino a quelle attuali di rifiuti liquidi. Non basta, a De Toni, il sequestro degli impianti attualmente in vigore (i carabinieri qualche mese fa hanno apposto le catene ai cancelli) per una procedura autorizzativa che il Tribunale di Udine vuole chiarire, ma che la Fingel sostiene essere regolarissima. L'ambientalista vuole cancellare definitivamente dall'Ausa-Corno un'azienda che, in realtà, ha cercato in vari modi di evidenziare la propria regolarità e il proprio attaccamento al territorio arrivando anche a sponsorizzare il più grande amore dei sangiorgini, vale a dire la squadra di calcio che milita in Eccellenza. L'ambientalista è preoccupato perché, pur essendo sotto sequestro, la Fingel (evidentemente sicura di essere nel giusto) ha avviato le procedure per ottenere l'autorizzazione provinciale alla costruzione di un impianto di smaltimento di rifiuti liquidi. "Si premette - scrive De Toni a Casson - che l'impianto in questione risulta già costruito e che lo stesso, grazie a una serie di miei esposti, è stato posto sotto sequestro dai carabinieri del Noe, sequestro prima annullato dal Tribunale della libertà di Udine e successivamente riconfermato dalla Cassazione. Nella stessa situazione versa un impianto analogo costruito dal Consorzio di depurazione acque di San Giorgio di Nogaro (Consorzio del Tubone) per il quale ho inoltrato una lunga serie di esposti all'Autorità giudiziaria ma a tutt'oggi non c'è stato nessuna verifica. Come mai non si è ancora intervenuti contro il Tubone quando c'è già il precedente della Fingel? Ma l'azione penale non era obbligatoria? A questo punto visto che la Procura di Udine, nel caso del Tubone, non si è ancora decisa ad agire e disporre ovviamente la chiusura degli impianti rifiuti, ho deciso di scrivere a Venezia, chissà". L'ambientalista chiede a Casson la verifica dei comportamenti non solo di Tubone e Fingel, ma anche di Regione, Provincia, Azienda sanitaria e Consorzio per lo sviluppo industriale dell'Ausa-Corno.

Angelo Miorin