Torviscosa
Bollette, sequestri e futuro del "Tubone" saranno oggetto di dibattito nella riunione indetta dal consigliere di minoranza Mareno Settimo per giovedì sera, alle 20.30 nel centro sociale di Torviscosa. I sostenitori della "linea De Toni" - come può definirsi la posizione assunta da chi osteggia l'amministrazione del Consorzio depurazione Laguna sposando la causa dell'ambientalista sangiorgino Paolo De Toni - si ritroveranno in quella sede per spiegare ai cittadini i motivi per cui le bollette inviate dal Tubone, per la riscossione retroattiva dei canoni di depurazione relativi agli anni '97 e seguenti, non sono legittime. Forti della recente vittoria giuridica avanti alla Commissione tributaria provinciale, che ha accolto il ricorso di alcuni cittadini contro il pagamento delle bollette, ora gli ambientalisti attaccano i sindaci dei comuni consorziati, colpevoli di aver mantenuto "un rigoroso riserbo su questo argomento". Il motivo di tanto "silenzio", secondo Settimo, va ricercato negli imminenti impegni elettorali, di fronte ai quali non si può correre il rischio di compromettere la propria immagine politica, invischiandosi nell'intricata querelle sulle bollette del Tubone. «L'11 febbraio - spiega Settimo - con un'interrogazione avevo chiesto di conoscere la posizione dell'amministrazione comunale. Il sindaco ha dovuto rispondere e mostrare le carte». Roberto Duz ha difeso la posizione del Tubone, legittimando la richiesta di pagamento dei canoni e prospettando un ricorso fino al terzo grado di giudizio, assieme alle altre amministrazioni comunali. «I sindaci - conclude Settimo - si sono recentemente affrettati ad esprimere la loro solidarietà a Turchetti per i sequestri, ma nessuna solidarietà hanno espresso nei confronti dei cittadini che hanno pagato e che prossimamente verranno di nuovo chiamati a pagare, per un servizio non ricevuto. Il cittadino che ricorre non solo deve pagare di tasca propria, ma trova come controparte una struttura pubblica che usa i soldi del contribuente per pagare gli avvocati che si battono contro lo stesso contribuente».
Silvia Savi