S. Giorgio di Nogaro Contrordine signori, si paga! O meglio, non è vero che non si paga, tutto è rimandato. La pressione dei sindaci del Consorzio depurazione delle acque della Bassa, che ieri sono stati ricevuti dall'assessore Giorgio Pozzo, ha indotto la direzione regionale alle Autonomie locali al dietrofront sulla definizione di rete fognaria del "Tubone" e di conseguenza sull'obbligo da parte dei cittadini allacciati di pagare le relative bollette. Nella vicenda in cui i colpi di scena si susseguono ormai
da un anno e mezzo, l'ultima puntata cancella l'effimera
vittoria del fronte obiettori, festeggiato solo sabato scorso,
e ridà fiato a chi vuole si paghi ad ogni costo: il presidente
del Consorzio, Gianfranco Turchetti, e il sindaco sangiorgino
Tonino Occhioni. Sabato era arrivata al forzista Ivan Regattin
la risposta delle Autonomie locali ai quesiti posti assieme
agli altri gruppi di opposizione sangiorgina: il parere
firmato dal direttore del servizio Salvatore Campo non
lasciava dubbi e teneva conto della peculiarità della Bassa
rispetto a quanto stabilito dal decreto legge 152 che
disciplina la materia: siccome nella condotta vengono accolti
non solo i reflui domestici, ma anche gli scarichi di pozzi
artesiani di cui la zona è ricchissima, non può essere
considerata rete fognaria; e quindi non è dovuto alcun canone.
Un parere preciso, come ha sottolineato Regattin, fornito
in base a un preciso quesito. Ma è stato ridimensionato ieri
di fronte ai sindaci e al presidente del "Tubone" che
sarebbero stati costretti a mancati introiti o a restituzioni
(molti cittadini hanno già pagato) miliardari: ha una valenza
solo giuridica - è stato sottolineato - quella tecnica la darà
la direzione regionale ambiente.
L'assessore regionale Giorgio Pozzo sull'argomento non ha
dubbi: «Ci troviamo di fronte a due tesi, una sostenuta dai
consiglieri sangiorgini di minoranza e dagli ambientalisti,
secondo cui non esiste doppia fognatura, ma un semplice scolo,
e l'altra che si tratta di fognatura comunque. Noi non
riteniamo di avere la soluzione in tasca, la nostra
interpretazione giuridica è che si tratti di fognatura, ma c'è
il bisogno di un suggello tecnico che può essere dato solo
dalla direzione regionale ambiente. È automatico che le
bollette saranno pagate solo da chi è effettivamente
allacciato alla fognatura». Allibito il leader degli
ambientalisti Paolo De Toni: «Un ribaltone consociativo che ha
azzerato la democratica richiesta dei cittadini della Bassa in
ossequio al diktat del "Tubone". La politica ha prevalso
sull'applicazione della legge e questo accade solo nelle
dittature. Spero che il tavolo tecnico della direzione
regionale ambiente si faccia davvero e che ci dia ragione».
Nell'attesa, De Toni ha preannunciato una pubblica assemblea
di fronte al municipio di San Giorgio di Nogaro. E conslude:
«Logicamente le vollette devono essere congerlate».
Angelo Miorin