San Giorgio di
Nogaro
«Per quanto ci riguarda è chiaro senza ombra di dubbio: il
canone va pagato». Non ha incertezze il sindaco Tonino
Occhioni rispondendo ieri sera in consiglio comunale a una
mozione congiunta delle minoranze sulle bollette del Tubone e
per rafforzare la sua convinzione cita sia la circolare
esplicativa del ministero, sia la legge nazionale 152, sia la
risposta della Direzione regionale delle autonomie locali ai
quesiti dell'amministrazione comunale e del consigliere di
opposizione Ivan Regattin.
È ancora sospeso il parere della Direzione centrale delle
entrate: «Attendiamo anche questa risposta - ha però precisato
il sindaco - per dire che è stato fatto il possibile per
fugare dubbi peraltro legittimi».
Cade, per Occhioni, anche la corrente di pensiero
(sostenuta dal Comitato di difesa ambientale) secondo cui, se
nella rete viene scaricata anche acqua di pozzo, non va
considerata fognatura.
Inutili gli input del capogruppo leghista Matteo Piasente:
«Se quasi mille sangiorgini chiedono il consiglio comunale
aperto, perché non accontentarli?». «Perché è superfluo - ha
ribadito il sindaco - dopo i chiarimenti i dubbi non
sussistono più». I cittadini saranno avvertiti a giorni sulle
pagine del giornalino comunale: «Abbiamo il dovere e il
diritto - ha detto convinto Occhioni - di assumerci la
responsabilità della decisione nei confronti dei sangiorgini».
Una linea respinta da Ivan Regattin («L'interpretazione
della Regione è sbagliata») e soprattutto dal leader
ambientalista Paolo De Toni, i cui segni di insofferenza tra
il pubblico hanno costretto il sindaco a farlo allontanare
dall'aula fra le minacce: «State facendo un falso ideologico,
denuncerò tutti».
Angelo Miorin