San Giorgio di
Nogaro
«In base a quanto dice la legge siamo assolutamente certi
che il nostro è un sistema fognario, anche se vengono immesse
le acque da pozzo artesiano». Mentre ieri sera pronunciava
queste parole in consiglio comunale, rispondendo a una domanda
di Andrea Sgobbi, il sindaco Occhioni non sapeva (o, mancando
l'ufficialità, non ne voleva tener conto) che informalmente la
Direzione regionale delle autonomie locali aveva già
comunicato al consigliere di opposizione Ivan Regattin di aver
dato un'interpretazione diversa: quella del Tubone non è una
fogna. Di conseguenza le bollette non si pagano.
In risposta ai quesiti posti dall'amministrazione comunale
e da Regattin, le Autonomie locali avevano mesi fa assimilato
le condotte del Consorzio per la depurazione delle acque a una
rete fognaria; poi, dopo una sinergia tra le opposizioni e
l'ambientalista Paolo De Toni, che aveva partorito nuovi
quesiti e portato a un incontro con l'assessore regionale
Giorgio Pozzo, il parere, pare, è stato modificato. Non si
tratta di una retromarcia, ma, come ha sottolineato Regattin,
«il parere regionale è tecnico ed è stato dato in base a come
sono stati presentati i quesiti. Riformulandoli, abbiamo fatto
presente la peculiarità di San Giorgio di Nogaro, sul cui
territorio sono presenti i pozzi artesiani».
Occhioni, pur ribadendo la propria convinzione, ha comunque
lasciato aperto una possibilità: «Se ci sarà un ripensamento
da parte della Regione ne saremo ben lieti e chi ha già
pagato, come me, verrà rimborsato». La patata passa al Tubone,
cui spetta il compito di accettare o meno il parere regionale
e ritirare le bollette. «Nel frattempo dovrà sicuramente
congelarle - dichiara trionfante Paolo De Toni - perché, se
l'anticipazione verbale della Regione sarà confermata,
bisognerà costituire il comitato tecnico per discuterà
definitivamente la questione».
Angelo Miorin