Articolo tratto da Il Gazzettino. Cronaca della bassa friulana
 
Sabato, 10 Marzo 2001
 

SAN GIORGIO DI NOGARO
Bollette del "Tubone", nuovo quesito alla Regione
 
San Giorgio di Nogaro

Le "bollette del Tubone " potevano attendere, perché prima c'era da festeggiare. Così l'assemblea pubblica convocata l'altra sera da Paolo De Toni si è aperta con le felicitazioni per la vittoria del "Comitato sposta antenne" di Casali Franceschinis. Poi, di fronte a oltre 200 persone, De Toni ha chiarito i motivi per cui le bollette, a suo avviso, non si devono pagare.

«Per dichiarazione dello stesso Tubone - ha detto l'ambientalista - quando si avrà l'entrata in funzione della rete delle acque nere reflue la condotta comunale verrà declassata a rete di acque meteoriche e, secondo il decreto 152 del 1999, potrà ospitare solo quelle. Come si potrà giustificare lo scarico delle reflue domestiche? Se anche questa verrà considerata fognatura, vorrà dire che non avremo una rete fognaria costituita da due condotte, ma due reti fognarie, una allacciata al depuratore e una no. E non è possibile».

«Se invece - ha proseguito - la condotta delle meteoriche verrà considerata per quella che è definita dalla legge, ammesso e non concesso che sia possibile recapitarvi le reflue, questi scarichi dovranno essere autorizzati dal Comune come acque domestiche che non recapitano in rete fognaria».

Perché - come De Toni ha spiegato - dal 15 marzo le competenze saranno di nuovo in mano alle amministrazioni comunali. «Di conseguenza questi scarichi non saranno più soggetti alle bollette. Questo non solo è assurdo, ma paradossale e ridicolo, inficiando, in ultima analisi, tutta la teoria sostenuta dal sindaco e dal Tubone ».

La via d'uscita, secondo De Toni, è una sola: «Sancire che San Giorgio di Nogaro non è, come si credeva, caratterizzato da un sistema di fognature separate, ma da un sistema costituito da una singola fognatura per le acque reflue, quella del Tubone , e una condotta che ospita un corpo idrico artificiale, cioè l'acqua dei pozzi, dentro cui si possono recapitare quelle meteoriche (senza autorizzazione) e, in deroga, quelle reflue (con autorizzazione) che per ragioni tecniche non possono finire in fognatura».

Se ne parlerà ancora naturalmente: nei due mesi che il presidente del Consorzio ha concesso prima dell'intimazione al pagamento il comitato invierà un quesito alla Regione e le minoranze chiederanno un consiglio comunale sull'argomento.

Angelo Miorin