| San Giorgio di Nogaro Le
"bollette del Tubone
" potevano attendere, perché prima
c'era da festeggiare. Così l'assemblea
pubblica convocata l'altra sera da Paolo
De Toni si è aperta con le felicitazioni
per la vittoria del "Comitato sposta
antenne" di Casali Franceschinis.
Poi, di fronte a oltre 200 persone, De
Toni ha chiarito i motivi per cui le
bollette, a suo avviso, non si devono
pagare.
«Per dichiarazione dello
stesso Tubone
- ha detto l'ambientalista - quando si
avrà l'entrata in funzione della rete
delle acque nere reflue la condotta
comunale verrà declassata a rete di
acque meteoriche e, secondo il decreto
152 del 1999, potrà ospitare solo quelle.
Come si potrà giustificare lo scarico
delle reflue domestiche? Se anche questa
verrà considerata fognatura, vorrà dire
che non avremo una rete fognaria
costituita da due condotte, ma due reti
fognarie, una allacciata al depuratore e
una no. E non è possibile».
«Se invece - ha
proseguito - la condotta delle meteoriche
verrà considerata per quella che è
definita dalla legge, ammesso e non
concesso che sia possibile recapitarvi le
reflue, questi scarichi dovranno essere
autorizzati dal Comune come acque
domestiche che non recapitano in rete
fognaria».
Perché - come De Toni ha
spiegato - dal 15 marzo le competenze
saranno di nuovo in mano alle
amministrazioni comunali. «Di
conseguenza questi scarichi non saranno
più soggetti alle bollette. Questo non
solo è assurdo, ma paradossale e
ridicolo, inficiando, in ultima analisi,
tutta la teoria sostenuta dal sindaco e
dal Tubone
».
La via d'uscita, secondo
De Toni, è una sola: «Sancire che San
Giorgio di Nogaro non è, come si credeva,
caratterizzato da un sistema di fognature
separate, ma da un sistema costituito da
una singola fognatura per le acque reflue,
quella del Tubone
, e una condotta che ospita un corpo
idrico artificiale, cioè l'acqua dei
pozzi, dentro cui si possono recapitare
quelle meteoriche (senza autorizzazione)
e, in deroga, quelle reflue (con
autorizzazione) che per ragioni tecniche
non possono finire in fognatura».
Se ne parlerà ancora
naturalmente: nei due mesi che il
presidente del Consorzio ha concesso
prima dell'intimazione al pagamento il
comitato invierà un quesito alla Regione
e le minoranze chiederanno un consiglio
comunale sull'argomento.
Angelo Miorin
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