Articolo tratto da Il Gazzettino. Cronaca della bassa friulana
Sabato, 1 Settembre 2001

S. GIORGIO DI N. In municipio
Riunione blindata per le bollette
De Toni ammesso solo all’inizio
San Giorgio di Nogaro

L'agente di polizia municipale è gentile, ma inflessibile: in sala consiliare non si entra. La riunione "istituzionale" sulle bollette tra Comune, Tubone e Regione è davvero blindatissima, off-limits per i cittadini che, abbastanza numerosi (qualcuno è arrivato anche da Porpetto, perché il problema riguarda tutti i consorziati), volevano ascoltare direttamente le ragioni che indurranno a pagare.

Entra, invece, a sorpresa, il rappresentante del Comitato di difesa ambientale Paolo De Toni su concessione di Occhioni: «La lettera di convocazione - gli ha spiegato il sindaco un attimo prima di iniziare - è chiara: l'incontro è istituzionale. Ma siccome noi non abbiamo alcun pregiudizio, le permettiamo di esporre le sue tesi, dopodichè se ne dovvrà andare». Non c'è possibilità di contradditorio con i tecnici di Tubone (Gianfranco Turchetti si è portato dietro il geometra Alessandro Florit) e della Regione (l'assessore Paolo Ciani è accompagnato dal direttore Giorgio Verri). «Se gli enti vorranno un incontro tecnico per approfondire le tematiche - spiega il sindaco - lo dovranno fare in altra sede».

La gente in attesa fuori dalla porta ovviamente mugugna: «Sono di sinistra - dice un iscritto a Rifondazione rivolgendosi all'An Andrea Sgobbi - ma voi di destra martellateli più che potete, adesso che avete l'occasione». «Il sindaco la chiama riunione istituzionale? - incalza un leghista - Piuttosto dovrebbe definirla segreta». Coglie la palla al balzo il forzista Ivan Regattin: «Spero che alle prossime elezioni la gente sappia cosa votare».

Nel mirino il pidiessino Gianfranco Turchetti, presidente del Consorzio depurazione acque, il socialista Occhioni, ma anche l'An Paolo Ciani, tutti indistintamente visti come nemici.

Ma perchè poi la gente viene tenuta fuori? Dalla maggioranza le voci non sono concordi sul "divieto". Il segretario dei Ds Davide Dri lo dice chiaro: «Per me i cittadini potrebbero anche ascoltare». Il suo compagno di partito e capogruppo di maggioranza Ermilio Taverna non parla, ma agisce e "inavvertitamente" lascia socchiusa la porta della sala consiliare, per permettere al pubblico di captare l'audio della seduta. Peccato che il consigliere Andrea Dell'Agnese, che entra dopo di lui, la chiuda completamente.

Gli spettatori devono accontentarsi di un video (la porta di vetro) muto, ma vedono affannarsi Paolo De Toni nel tentativo di perorare una causa persa, contro muri di gomma e mulini a vento. Gli concedono 45 minuti. Quando esce non pare soddisfatto: «È inutile, sembrano decisi a non tornare indietro, nonostante i palesi errori di interpretazione della legge. Ho chiesto che almeno la Regione mi dia risposte scritte: verba volant, scripta manent».

Angelo Miorin