San Giorgio di
Nogaro
L'agente di polizia municipale è gentile, ma inflessibile:
in sala consiliare non si entra. La riunione "istituzionale"
sulle bollette tra Comune, Tubone e Regione è davvero
blindatissima, off-limits per i cittadini che, abbastanza
numerosi (qualcuno è arrivato anche da Porpetto, perché il
problema riguarda tutti i consorziati), volevano ascoltare
direttamente le ragioni che indurranno a pagare.
Entra, invece, a sorpresa, il rappresentante del Comitato
di difesa ambientale Paolo De Toni su concessione di Occhioni:
«La lettera di convocazione - gli ha spiegato il sindaco un
attimo prima di iniziare - è chiara: l'incontro è
istituzionale. Ma siccome noi non abbiamo alcun pregiudizio,
le permettiamo di esporre le sue tesi, dopodichè se ne dovvrà
andare». Non c'è possibilità di contradditorio con i tecnici
di Tubone (Gianfranco
Turchetti si è portato dietro il geometra Alessandro Florit) e
della Regione (l'assessore Paolo Ciani è accompagnato dal
direttore Giorgio Verri). «Se gli enti vorranno un incontro
tecnico per approfondire le tematiche - spiega il sindaco - lo
dovranno fare in altra sede».
La gente in attesa fuori dalla porta ovviamente mugugna:
«Sono di sinistra - dice un iscritto a Rifondazione
rivolgendosi all'An Andrea Sgobbi - ma voi di destra
martellateli più che potete, adesso che avete l'occasione».
«Il sindaco la chiama riunione istituzionale? - incalza un
leghista - Piuttosto dovrebbe definirla segreta». Coglie la
palla al balzo il forzista Ivan Regattin: «Spero che alle
prossime elezioni la gente sappia cosa votare».
Nel mirino il pidiessino Gianfranco Turchetti, presidente
del Consorzio depurazione acque, il socialista Occhioni, ma
anche l'An Paolo Ciani, tutti indistintamente visti come
nemici.
Ma perchè poi la gente viene tenuta fuori? Dalla
maggioranza le voci non sono concordi sul "divieto". Il
segretario dei Ds Davide Dri lo dice chiaro: «Per me i
cittadini potrebbero anche ascoltare». Il suo compagno di
partito e capogruppo di maggioranza Ermilio Taverna non parla,
ma agisce e "inavvertitamente" lascia socchiusa la porta della
sala consiliare, per permettere al pubblico di captare l'audio
della seduta. Peccato che il consigliere Andrea Dell'Agnese,
che entra dopo di lui, la chiuda completamente.
Gli spettatori devono accontentarsi di un video (la porta
di vetro) muto, ma vedono affannarsi Paolo De Toni nel
tentativo di perorare una causa persa, contro muri di gomma e
mulini a vento. Gli concedono 45 minuti. Quando esce non pare
soddisfatto: «È inutile, sembrano decisi a non tornare
indietro, nonostante i palesi errori di interpretazione della
legge. Ho chiesto che almeno la Regione mi dia risposte
scritte: verba volant, scripta manent».
Angelo Miorin